Translate

giovedì 12 novembre 2015

Parla come mangi! - sociopatia

Mi accade spesso negli ultimi tempi di sentire termini forbiti utilizzati da diverse persone, probabilmente, per darsi un tono e per dimostrare di saper usare parole colte... che in realtà non sanno assolutamente usare. Questo sarà il primo, ma non l'unico post che farò a tale proposito. Ovvero, vorrei che imparassimo ad usare i termini corretti quando vanno usati, senza ricorrere ad una terminologia presa in prestito dalla psicologia e dalla criminologia, utilizzata in modo scorretto, solo perché l'abbiamo imparata guardando CSI MiamiSherlock o Hannibal (con tutto il rispetto per queste bellissime serie TV). Non vorrei peccare di superbia. Io non sono proprio capace di parlare bene. Sono la classica persona che, nonostante la laurea, dice cose del tipo: "devo dirti una roba; passami quell'affare", etc. (Con sommo dispiacere della mia mamma che ogni volta esclama: "ma perché ho speso i miei soldi per farti studiare?") Ma proprio perché non sono in grado di trovare sempre la parola giusta al momento giusto, preferisco "parlare come mangio", come si suol dire, anziché scomodare termini ricercati che finiscono per essere totalmente avulsi dal contesto. 
Oggi vi farò il primo esempio di ciò che intendo. Qualche giorno fa ero a casa del mio collega-amico Riccardo. Mentre stiamo lavorando ad un nuovo progetto, prendiamo a raccontarci i fatti nostri. Ricky mi confida di aver allontanato l'ennesima donna che ha provato ad instaurare un mezzo rapporto con lui: "vedi Kerry, non sono fatto per avere alcun tipo di legame amoroso o affettivo; io sono sociopatico". Sociopatico?? Subito dò un occhio veloce al frigo, sperando non ci siano resti di carne umana. Poi guardo furtivamente le pareti intorno a me per controllare se vi siano appesi strumenti di tortura a cui non avevo fatto caso entrando. Infine, con fare disinvolto, mi avvio verso la porta d'ingresso, invento una scusa banalissima, e scappo via come un fulmine. Ricky si è definito sociopatico! A parte che non credo che nessun sociopatico si definirebbe tale, ma ci rendiamo conto di cosa ha detto? Hannibal Lecter è un sociopatico. Il Joker di Batman è un sociopatico. Non so se mi spiego.
Cito qui di seguito i criteri secondo cui il DSM 4 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) definisce un soggetto affetto dal disturbo antisociale di personalità, più comunemente chiamato "sociopatia":  1) incapacità di conformarsi alle norme sociali per quanto riguarda il comportamento legale, con ripetersi di condotte suscettibili di arresto;  2) disonestà: il soggetto mente, usa falsi nomi, truffa gli altri; 3) impulsività o incapacità di pianificare; 4) irritabilità e aggressività; 5) inosservanza della sicurezza propria e degli altri; 6) irresponsabilità: incapacità di far fronte a obblighi finanziari o di sostenere un'attività lavorativa con continuità; 7) mancanza di rimorso.
Ecco, con delle premesse del genere sarà chiaro che il sociopatico è quasi necessariamente un criminale. Forse sarebbe stato meglio se Ricky si fosse auto-definito "asociale", o meglio ancora nel suo caso, "misantropo". Misantropo mi piace molto. Sembra efficace in questo contesto. Abbiamo questo bel vocabolo, nato secoli fa (si pensi a Timone, il cinico ateniese vissuto nel V sec. A.C. e di cui Luciano di Samosata ne idealizzò la figura nel suo dialogo), avvalorato da testi teatrali di spicco (Molière per intenderci): usiamolo!, invece di riempirci la bocca con termini appartenenti agli studi di psicologia e psichiatria e di cui non conosciamo neanche l'effettivo significato. 
Spero di non essere risultata troppo pedante in questo mio sproloquio. Ma non avete idea di quanto mi risultino pedanti coloro che parlano solo per darsi delle arie. E di nuovo, non so se mi spiego. Au revoir, mes amis! ;-)

Nessun commento:

Posta un commento