Questo mese, per il nostro caffè letterario I libri di Kerry,abbiamo scelto di leggere I love shopping, primo libro della lunga serie di successo della prematuramente scomparsa Sophie Kinsella. Sono sicura che tutti già la conoscete, o almeno ne avrete sentito parlare. Personalmente mi era stato regalato appena uscito, avevo iniziato a leggerlo, ma, come spesso mi succedeva all’epoca, lo avevo abbandonato subito, nonostante avessi già ampiamente apprezzato, della stessa autrice, Sai tenere un segreto?.
Ora che finalmente riesco a leggere la quantità di libri che avevo sempre sognato, è stato un piacere riprenderlo, con le sue pagine ormai ingiallite e con in mezzo il segnalibro che avevo diligentemente scelto (una cartolina promozionale del film La verità è che non gli piaci abbastanza).
Si tratta di una storia spumeggiante, così come la sua frizzante protagonista, Rebecca Bloomwood, in cui non posso fare altro che identificarmi.
Probabilmente non mi sono mai sentita in vita mia così vicina al personaggio di un romanzo.
Ma ha ragione la mia dolcissima amica “lettrice furiosa” a sostenere che a tratti mette un po’ d’ansia: come può Rebecca continuare a fingere che nulla stia succedendo, ignorando i problemi che lei stessa crea? Non si rende conto che ad un certo punto quei problemi saranno mastodontici?
Rebecca soffre chiaramente di un disturbo patologico (lo shopping compulsivo) che la porta a commettere un’infinità di sciocchezze ai limiti della legalità… no, se state per arrestarmi, sappiate che in questo non mi identifico affatto in lei, ma anche io sono riuscita ad incasinarmi spesso e comunque; sicuramente non tutti abbiamo problemi con la gestione dei nostri soldi, ma molti di noi sono vittime di compulsioni irrefrenabili, che poi però, vivendo nella vita vera, ci obblighiamo a controllare: nel mio caso si tratta di continuare a cominciare libri prima di finire quelli già iniziati, e mi racconto mille scuse per permettermi di farlo; ma non preoccupatevi, ci sto lavorando, anche grazie alla splendida agenda regalatami dalla mia amica psicologa, che mi permette di tenere traccia di cosa sto leggendo e di cosa diavolo sto combinando, costringendomi così a darmi un freno. Non per niente, a proposito di questo mio “disturbo”, ho detto alla mia amica “lettrice furiosa” che mi rivedo un sacco in Deborah “Debby” Bloomwood, pardon, in Rebecca “Becky” Bloomwood.
Rebecca ha però un difetto che tollero poco: come di norma fanno le persone con problemi economici, mente. Ma, tant’è, si rende conto di essere circondata da gente che le vuole bene davvero, e questo farà scattare qualcosa in lei, che forse la farà maturare… o forse no. Siamo quindi di fronte ad un Bildungsroman oppure solo ad un frivolo romanzo chick-lit? A voi scoprirlo.
Ad ogni modo, ringrazio la compianta Kinsella che grazie a questi suoi spensierati capolavori immortali continuerà a farci ridere e sorridere, con qualche attacco d’ansia qua e là :-D
Commento personalissimo e che non dovete necessariamente condividere: che bello quando i romanzi considerati leggeri non avevano scene spicy e, anzi, si autocensuravano; ma questo è solo il mio gusto, e, grazie al cielo, possiamo avere tutti pareri diversi senza per questo sentirci sbagliati.
Ultimo commento iper-personalissimo: la controparte maschile non mi ha convinta…
E voi? Quali sono i vostri commenti ultra-personalissimi su questo romanzo?
Scrivetemi, sono curiosissima ;-D
Au revoir, mes amis! ;-)





























