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sabato 19 gennaio 2019

La libertà non ha prezzo




Negli ultimi mesi mi è capitato di vedere e parlare più volte del video di Teresa Cinque che impazza su YouTube: "L'errore di base". La capacità di scegliere, di cui Teresa parla nel video, io credo di averla, anche se forse non per intero. Non so scegliere un compagno che mi tratti bene, ma so ampiamente tenere alla larga da me gli uomini che mi trattano male. Ci esco una volta, due al massimo, o persino tre, ma al primo grave errore che commettono li alzo da terra. Li faccio vergognare così tanto per le loro mancanze che se ne vanno via con la coda tra le gambe e non tornano più da me. Errata corrige: quasi tutti tornano per la verità, ma dopo molto tempo, e ogni volta trovano la porta chiusa. Ormai sono diventata talmente brava a riconoscere i tipi sbagliati, che non mi scompongo nemmeno più; non li alzo da terra, li guardo con un sorriso beffardo, li saluto con gentilezza e me ne vado. E non avranno più una seconda possibilità.
Nonostante la mia freddezza attuale dovuta alla serenità interiore che con tanta fatica ho raggiunto, capita che raramente mi lasci trasportare dall'euforia del momento, in cerca di sogni dorati come quando ero ragazzina. Ed è così che pochi giorni fa ho commesso l'errore, se di errore vogliamo parlare, di trovarmi invischiata in una situazione che non ho gradito e che mi ha lasciato nel cuore un piccolo trauma. Ma questo trauma l'ho superato in un baleno, perché non soltanto possiedo la capacità di scegliere, ma mi appartiene una fortuna ancora più grande: l'essere circondata di amici meravigliosi.
Così quando ti ritrovi da sola in una stazione ferroviaria tanto distante dalla tua città, e vorresti tornare a casa il prima possibile per stringere forte le persone che davvero contano per te, e non sai come fare, perché proprio non ci sono treni, improvvisamente arriva la tua amica a prenderti in macchina, non curante dei chilometri e della benzina, e ti sorride da dietro quei grossi occhiali da sole, bellissima ed impeccabile come sempre, e tu ti senti sciogliere, il tuo cuore rallenta i battiti e ti rilassi, perché hai già capito di essere a casa prima ancora di esserci fisicamente.
E quando di sera tardi o addirittura di notte ti ritrovi inghiottita dai sensi di colpa per tutti gli ipotetici sbagli fatti, spaventata da un qualcosa che nemmeno sai definire e di cui forse non ti rendi davvero conto, e sei così fredda, o meglio scioccata, che non ti scendono le lacrime neanche volendo, e scrivi su WhatsApp ad un tuo amico, lui trova sempre il tempo di risponderti, e ti risponde sempre con tutta la delicatezza che gli appartiene, usando sempre le parole giuste e non facendoti mai sentire giudicata, ed aggiungendo spesso un tocco di ironia che ti fa sorridere anche nei momenti più bui.
Ne ho citati due questa volta, ma le persone su cui posso fare affidamento sono molte di più, e quando penso a loro quasi mi commuovo per l'immensa fortuna di cui l'universo ha voluto farmi dono.
E poi c'è Pierre.
Pierre mi cerca solo a tratti. Spesso lo cerco io, talvolta mi cerca lui, anche se era stato lui a trovarmi per primo. Non mi sono mai chiesta il perché di questa strana situazione, e in tutta sincerità non mi interessa. So solo che quando c'è, mi fa stare bene; che è stato la mia ancora di salvezza in alcuni momenti in cui mi sembrava di affondare; che la sua presenza mi ha aiutato ad affinare ulteriormente la mia "capacità di scegliere". Ecco perché non mi arrabbio più con gli uomini che provano a trattarmi male. Nella mia testa semplicemente mi chiedo: "Pierre lo farebbe? Che cosa direbbe Pierre di questa situazione?" 

Pierre sostiene, con molta naturalezza, che le donne vadano rispettate ed amate, e che questa dovrebbe essere la normalità, e con l'innocenza di un bambino si stupisce che invece non lo sia e che io abbia avuto così tante storie malate e così tanti incontri con uomini che non meritano questo appellattivo.
E dopo la fatidica domanda "Pierre lo farebbe?" tutto diventa immediatamente chiaro. Sorrido con gentilezza al tipo in questione, giro i tacchi e sparisco. E come ogni volta torno da Pierre, che, badate bene, non è un ripiego.
Al contrario, Pierre è il mio sogno segreto, ma non possiamo stare insieme per due motivi:
- il primo è che vive in un'altra galassia, da cui probabilmente provengo anch'io e in cui però non sono ancora pronta a tornare; lui si teletrasporta sulla Terra quando può e quando ne ha voglia, ma non sempre può;
- il secondo è che io NON APPARTENGO A NESSUNO. Ricordo che fino a pochissimo tempo fa mi piaceva l'idea di appartenere a qualcuno, mi faceva sentire protetta. Non è più così. Essere di proprietà di qualcuno mi fa sentire in gabbia, sempre e comunque, anche se mi tratta nel migliore dei modi. Dopo un breve periodo di frequentazione mi sento soffocare. Lo vedete come un problema voi? Io la vedo come un'enorme conquista e ne vado fiera. Finalmente mi sento autonoma, indipendente, libera. Mi sento in grado di gestire la mia vita senza il supporto di nessuno. Nemmeno i nostri figli ci appartengono. Ed è quello che sto cercando di insegnare ai miei.

La libertà non ha prezzo.


Mi rispecchio molto in quella canzone dei Tribalistas che cantava: "Eu sou de ninguém, eu sou de todo mundo e todo mundo é meu também".

Mi piace quando Pierre mi definisce "sua", ma sa che può farlo solo raramente e che mi considero sua per brevi istanti; e gli va bene così, mi lascia scappare, perché lui stesso deve fare ritorno nella sua galassia il prima possibile, e non si preoccupa di nulla, perché sa che quando torna mi ritrova; e se non dovesse trovarmi più, il problema non sussisterebbe comunque: vive bene nella sua galassia anche senza di me. In questo modo entrambi ci sentiamo liberi e padroni di noi stessi, e assolutamente non responsabili per l'altro. Ed è una sensazione bellissima, che mi fa sentire leggera e soprattutto viva.

Pierre ha davvero dato il "la" alla capacità di scegliere che già possedevo. Qualche settimana fa mi stavo domandando se avrei fatto bene a provare ad intraprendere una relazione. Ero piena di dubbi e punti interrogativi, ma anche molto euforica per la nuova situazione a cui non ero più abituata da tempo. Ed ecco che Pierre piomba improvvisamente sulla Terra. Gli dico che non è il momento, che così mi confonde e che deve andarsene. Pierre è un gentleman, non obietta nulla, non prova a convincermi del contrario, e con la sua solita eleganza francese (per cui noi britannici abbiamo un debole anche maggiore rispetto a voi italiani) se ne va.
Ma quando due giorni dopo incontro il tipo, sorrido e penso: "Pierre lo farebbe?" e mi è subito chiaro cosa devo e cosa non devo fare. Tiro un sospiro di sollievo e decido di non intraprendere nessuna relazione. E quando nella notte mi ritrovo delusa, infreddolita e spaventata in una terra lontana che non conosco, arriva lui che ha captato le mie richieste di aiuto. E senza rinfacciarmi nulla mi tende una mano e mi salva. Da chi mi salva? Da me stessa, dai miei fantasmi, dalle mie paure, dalle mie mancanze di rispetto verso me stessa.
Grazie Pierre, ti voglio bene.
Anche tu dici di volermene. Non so se sia vero, ma non importa. L'importante è che quando ci sei tu sto bene, e mi dai coraggio e speranza, perché le persone come te possono esistere ed effettivamente esistono.
Auguro a tutti voi con tutto il cuore di trovare, se già non lo avete, almeno un Pierre su cui contare.
Au revoir, mes amis ;-)




sabato 14 luglio 2018

A volte i sogni non diventano realtà

Di norma quando pubblico un post su questo blog, chiedo ai miei amici che lo hanno letto se lo hanno apprezzato. E ho scoperto che alcuni di voi hanno un po' di confusione a proposito degli episodi in cui compare Rick Alien. Hanno trovato strano che vi fosse un tono delicato in Rose di Carta, che poi è diventato più introspettivo e difficile in Mokuren e troppo bizzarro in Meglio aver amato e perso che bere birra. Questi episodi così particolari, fantascientifici, sono ciò che realmente accade nella mia vita. La cosa vi stupisce? Mi sembra chiaro che un pochino li romanzo, ad esempio non è assolutamente vero che ho fatto la fila di un'ora e mezza dal dottore, anche perché il mio dottore riceve per appuntamento :-) Ma le emozioni  che descrivo nel blog sono esattamente quelle che provo nelle mie giornate, ecco perché i toni cambiano ogni volta. Perché le mie emozioni cambiano di giorno in giorno, di ora in ora, a seconda delle situazioni che mi circondano e dei miei stati d'animo. E ciò che a voi può sembrare troppo banale, o troppo strano, o troppo confusionario, non è nient'altro che ciò che realmente vedo e sento accadere nella mia vita ogni giorno. Quindi è vero che conosco gli alieni? E' vero che la mia anima si reincarna da migliaia di anni? Lascio a voi la scelta di crederci oppure no. Ciò che vi posso svelare è che davvero non riesco più ad innamorarmi di nessuno, e davvero penso che fosse più divertente quando mi piaceva uno diverso ogni quindici giorni. Perché mi manca viaggiare su quella nuvoletta rosa che mai si staccava dai miei piedi, mi mancano i cuoricini che sprizzavo da tutti i pori, e mi mancano le stelline che rendevano luccicanti i miei occhi.
Vi svelo ora un altro segreto: le rose di carta  di cui racconto sono vere, verissime. Non le ha fatte nessuno di importante, ma rappresentano i momenti dolci e romantici che nella vita si possono avere anche per pochi minuti, fugaci, con qualcuno che nemmeno ci interessa poi tanto, ma che per un attimo, un attimo soltanto, è riuscito a farci sognare. Ed è proprio perché nella mia quotidianità non c'è mai un partner importante, non c'è mai nessuno in grado di farmi innamorare, che ho inventato di sana pianta Riccardo e Luca. Perché voglio potermi innamorare almeno nel mio mondo di fantasia, e ho creato questi due esseri imperfetti, ma che tanto mi piacciono, e che riescono a conquistarmi anche grazie ad i loro irresistibili difetti. 
Qualche mia amica sostiene che evidentemente sono tanto delusa; qualcun'altra asserisce che sono diventata giustamente selettiva. Non lo so. Ma proprio in questi ultimi giorni ho trovato qualcuno che è riuscito a sciogliermi il cuore. Qualcuno che coi suoi modi educati ed i suoi complimenti gentili è riuscito a farmi emozionare come un tempo, è riuscito a farmi ridere, ma soprattutto è riuscito a darmi quel pizzico di fiducia in me stessa di cui tanto avevo bisogno. Non me le ha regalate lui le roselline di carta, neanche sa della loro esistenza. Ma sono sicura che è stato il loro buon auspicio a farmi trovare questa persona. Le due rose di carta, che davvero spesso rigiro tra le mani, mi fanno sempre sorridere felice ogni volta che le guardo, e mi hanno dato la voglia di tornare a credere nel vero amore. E chissà, forse l'ho trovato. A proposito, questo tipo ed io non stiamo assieme. Nemmeno ci vediamo mai. Preferisco che resti un sogno con cui ridere a distanza. I sogni non possono ferirci ed è bene che ogni tanto rimangano tali, così forse riescono a farci vivere meglio. E con questo post credo di aver ampiamente risposto al quesito storico di Gigi Marzullo. 
PS: lo so anch'io che il "cinese" di Blade Runner non è cinese, ma ho voluto fare un omaggio al modo in cui lo chiamavo quando ero bambina.
Au revoir, mes amis ;-)



domenica 24 luglio 2016

L'Amicizia e l'Amore sono come gli unicorni

"Bisogna imparare a lasciare andare le persone". La mia amica Paola me lo insegnava già quindici anni fa, quando la disperazione per l'abbandono del fidanzato dell'epoca mi stava letteralmente consumando. L'ho fatto. Ho rialzato la testa e sono andata avanti, senza alcun rimpianto né rammarico per aver perso quella persona. E' stata durissima, ma ce l'ho fatta. E però, adesso che sono più vecchia, non ci riesco più. E' difficile, quasi impossibile, accettare che un amico o un'amica decennale, ventennale, o a volte addirittura trentennale, ti tolga il saluto e si comporti come se tu non fossi mai esistito, senza darti la benché minima spiegazione di un comportamento così tranchant. Per anni magari chiediamo questa spiegazione, facendo telefonate e mandando messaggi che non riceveranno mai risposta. 
Ed è altrettanto difficile comprendere ed accettare che un partner ci abbia usati per i motivi più biechi; e non mi riferisco allo sfruttamento sessuale, che essendo consenzienti può essere divertente anche per noi, ma al fatto di venire usati per ben altri scopi, come il denaro, o per gonfiare il loro super ego, o peggio ancora per arrivare ad un'altra persona. Quando il partner ci confessa tutto questo, ammette con un mezzo ghigno malefico di non aver mai avuto neanche un mezzo interesse per noi come persone, e ci invita a non farci sentire mai più perché la nostra presenza lo infastidisce, ci ripetiamo fino alla nausea che è andata bene così, che almeno alla fine abbiamo saputo la verità, che certe persone è meglio perderle che trovarle. Ma la nostra dignità e la nostra sensibilità ricevono uno squarcio nel profondo che probabilmente non si rimarginerà mai più. 
Quando poi veniamo a conoscenza che il nostro amico trentennale di cui sopra, si è sposato ed ha avuto anche due splendidi gemellini, un maschietto ed una femminuccia, e ci ha tenuti all'oscuro di tutto, e noi ancora siamo ignari delle motivazioni di tanto rancore nei nostri confronti; ecco, in casi come questi, per quanto cerchiamo di farcene una ragione e smettiamo di importunare queste persone con messaggi e telefonate, è veramente difficile lasciarle andare. Abbiamo migliaia di ricordi con loro, e proprio non riusciamo a farle uscire dal nostro cuore. E sebbene sappiamo che queste persone meriterebbero la nostra più totale indifferenza, riescono invece a procurarci ancora tanta sofferenza. E ogni volta che questi ricordi riaffiorano alla memoria, è troppo difficile, troppo doloroso riuscire a trattenere le lacrime.
Ma io non smetto di credere nell'amicizia, e cerco sempre amici e amiche nuovi, perché proprio non posso farne a meno. Dovrei adottare lo stesso tipo di atteggiamento anche nei confronti dell'amore, perché sono davvero troppo negativa sulle questioni amorose. E non va bene, perché in questo modo è matematicamente impossibile che io trovi l'amore; è un assioma presto fatto: Kerry non crede nell'Amore, l'Amore non crede in Kerry. Punto. Non c'è via di uscita.
Però anche cercando nuovi amici e nuovi amori, quelli passati non si cancellano. Ed è tremendo pensare che finiremo la nostra vita con questioni irrisolte, con persone che non ci rivolgeranno la parola nemmeno nell'aldilà. Pazienza. Impariamo a lasciarle andare e speriamo che prima o poi tali questioni si risolvano da sole, col tempo, come per magia. Impariamo ad ingoiare il rospo e ad andare avanti, perché nel corso della nostra vita ci troveremo ad affrontare problemi ben più gravi e dolorosi di questi.
Ma voglio dire a tutte queste persone che io sono esattamente come gli unicorni di una massima che cito sempre: "forse voi avete smesso di credere negli unicorni, ma loro non hanno mai smesso di credere in voi". E proprio come questi unicorni, io non vi porterò mai rancore, a nessuno di voi.
Au revoir, mes amis... je vous aime bien.

sabato 29 agosto 2015

Alone Again (Naturally)

Scrivo per rassicurare tutti i lettori che si sono amorevolmente preoccupati per me e che mi hanno scritto in privato per sapere se mi fossi già lanciata nel fiume tra le nutrie e le paperelle. No. Come vedete sono ancora viva, vegeta e bloggante. E non ho mai avuto la benché minima intenzione di affogare in un modo tanto ridicolo. È solo che mi piace fare uso di iperboli per enfatizzare i miei stati d'animo. Lo trovo divertente. Non so se avete mai avuto il piacere di ascoltare "Alone Again (Naturally)" di Gilbert O'Sullivan. C'è un pezzo in cui dice: "In a little while from now if I'm not feeling any less sour, I promise myself to treat myself and visit a nearby tower and climbing to the top will throw myself off".

Il senso è che, se il protagonista del testo di questa canzone non riuscirà a riprendersi velocemente dalle pene d'amore, si getterà da una torre. Non so voi, ma a me queste parole, sebbene molto tristi, hanno sempre fatto ridere. Perché chi vuole veramente suicidarsi per amore non lo dice. Purtroppo lo fa e basta. Chi lo dice invece, o vuole farsi compatire e attirare attenzioni su di sé, oppure vuole fare dell'ironia per sdrammatizzare ed esorcizzare più facilmente una situazione di per sé dolorosa. Io sono stata davvero malissimo per Gabri, e più di una volta purtroppo. Ma trovo che le tragedie d'amore abbiano spesso dei risvolti comici se guardate dall'esterno. Ho quindi immaginato di essere uno spettatore al di fuori della mia storia, l'ho guardata con altri occhi e mi è venuto da ridere pensando che si possa stare così male soltanto per amore. Quando i veri problemi della vita sono altri. Estraniarmi dalle situazioni che vivo è una tecnica che uso spesso e che consiglio a tutti voi perché permette di vedere le cose con maggiore lucidità e di inquadrarle nella giusta prospettiva. 
E poi volete sapere l'epilogo? Gabriele ed io siamo troppo intelligenti e pacifici per restare nemici giurati a vita. La nostra amicizia prosegue a gonfie vele. E vi svelo il mio trucco infallibile per vivere sereni: quando si vuole restare single (come me in questo momento), è decisamente comodo innamorarsi di qualcuno con cui non riusciamo ad avere una storia ufficiale. Così non si corre il rischio di ritrovarsi fidanzati e ci si gode appieno la tanto agognata libertà. Tradotto: non preoccupatevi per me, perché non solo non mi suicido, ma anzi, mi sto davvero divertendo.
Au revoir, mes amis! ;-)

venerdì 15 maggio 2015

Felicità pret-a-porter

Ho creato questo blog per curarmi. Per curare il mio malessere. Stavo male per Dario. Troppo male. Quella che credevo fosse una forma di innamoramento fortissimo si stava trasformando in una vera e propria ossessione. L'avevo adocchiato solo per tenere occupata la mente in un momento difficile. Ma ben presto Dario era diventato parte integrante ed attiva del mio momento difficile. E dovevo assolutamente porvi rimedio.
Sentivo il bisogno di buttare fuori tutta la rabbia e la frustrazione che avevo in corpo. Ma non potevo continuare a sfruttare i miei amici scaricando su di loro tutti i miei problemi.
Allora ho pensato di urlare il mio disagio a chi avesse avuto voglia di ascoltarlo. Perché altri potessero imparare dai miei errori. Perché altri sapessero che è troppo stupido stare male quando i problemi non sono importanti o reali (anche se è assolutamente naturale per la mente umana crearsi problemi inesistenti, come ci fa notare Giulio Cesare Giacobbe nel suo libro "Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita", di cui farò una recensione molto presto).
Ed è così che è nato questo blog. L'ho creato con un intento terapeutico. Un po' come Zeno Cosini con la sua "Coscienza". Anche se un mio ex professore, che tanto stimo, mi ha caldamente augurato "che il blog funzioni meglio della Coscienza di Zeno, e che io trovi un po' di serenità".
E sì, il blog funziona decisamente meglio della Coscienza di Zeno; e io sto finalmente trovando la tanto agognata serenità. Perché questo blog riempie gli spazi vuoti della mia vita; e mi fa sentire felice come fossi innamorata. C'è chi mi fa notare che doversi concentrare su qualcosa per sentirsi in pace con se stessi dimostra poco equilibrio. Non sono d'accordo. Concentrarmi su qualcosa, come un uomo, questo blog, uno sport, la cura della pelle, la dieta, un qualsiasi obiettivo da raggiungere o una qualsiasi sfida da vincere, è il mio modo per pensare a me stessa, per sentirmi viva; di più: per sentirmi potente. Ogni volta che raggiungo l'obiettivo prefissato mi sento appagata. E questo senso di esaltazione permane dentro me per qualche giorno. Appena mi accorgo che sta per svanire, elaboro immediatamente una nuova sfida, che puntualmente vinco. E il senso di esaltazione torna a pervadermi. In questo modo sono sempre felice. C'è chi mi dice anche che mi accontento di poco. Questo non è affatto vero, perché con questa mia determinazione ho realizzato tutti i miei sogni, tra cui ad esempio il lavoro che faccio. Ma anche nel caso in cui mi accontentassi veramente di poco, che male c'è se questo poco mi rende felice? Del resto il pensiero epicureo sulla felicità si può riassumere con la massima che tutti conosciamo: "chi s'accontenta gode". Ed è proprio così.
La mia amica Verdiana spesso si lamenta perché il tipo che frequenta  la fa stare bene, sostiene di volerle bene, non ha problemi a farsi vedere pubblicamente con lei, ma non ufficializza il loro rapporto e non la tempesta quotidianamente di messaggi. Faccio sinceramente fatica a capire quale sia il problema di Verdiana. Molte donne hanno rapporti ufficializzati da un anello, ma i loro mariti le tradiscono o, peggio ancora, le picchiano o le torturano psicologicamente. E allora? Siamo sicuri che un rapporto ufficiale sia necessariamente migliore di uno non ufficiale? E l'essere tempestati di messaggi è a parer mio alquanto soffocante, non trovate?
La stessa Verdiana mi consiglia di non frequentare nessuno perché potrei innamorarmi e stare male come lo sono stata per Dario. Quindi potrei anche smettere di uscire di casa così sono sicura che nessuna tegola mi cadrà mai sulla testa. Ovvero dovrei rinunciare a vivere per evitare il rischio di soffrire nuovamente. Ecco, questa è la cosa più sbagliata che si possa fare. Perché le cose che mi hanno arrecato sofferenza nella vita, sono le stesse che prima mi avevano regalato la felicità. Tra l'altro, dopo tutti questi fallimenti, ho imparato la lezione: non mi interessa sapere cosa accadrà domani. A me basta che il tipo che frequento mi voglia bene adesso. E che si comporti bene adesso. Non mi interessa ufficializzare niente e nemmeno sapere che piega prenderà un domani la nostra storia. Preferisco godermi il momento. Mi concentro sull' "hic et nunc". Perché come diceva Lorenzo de' Medici: "Chi vuol esser lieto sia. Di doman non c'è certezza".
Un ultimo appunto: molti di voi sono sicuramente amanti della moda, ma in pochi potranno permettersi abiti di Haute Couture, quindi vi accontentate del pret-a-porter, e non ve ne vergognate. Fate la stessa cosa con la felicità: accontentatevi di una felicità pret-a-porter, cioè pronta da indossare, e non vergognatevene.
Questo blog fa parte della mia felicità pret-a-porter. Fate come me, trovatevi la vostra.
Au revoir, mes amis! ;-)

venerdì 1 maggio 2015

L'amore è una convenzione sociale

È davvero necessario, e soprattutto naturale, innamorarsi?
Non ho mai creduto nell'amore con la "A" maiuscola, quello delle favole per intenderci, o anche dei film hollywoodiani. O meglio, ci ho creduto fino ai tempi del liceo. Poi già all'università ho cambiato idea. "Perché? Per via di qualche delusione?" vi starete chiedendo voi. No. Semplicemente ho iniziato ad analizzare l'amore nella letteratura. Ad esempio Romeo smette di amare Rosaline ed inizia ad amare Juliet soltanto perché la seconda lo ricambia, mentre la prima no. Ecco quindi già una caratteristica dell'amore: dev'essere esperito.
Questo dovrebbe farci riflettere e capire che forse l'amore incondizionato e platonico che ad esempio Dante nutriva nei confronti di Beatrice non era nient'altro che una malsana ossessione. L'amore è sano se ricambiato. Ed è normale, perché l'amore serve solo a dare un senso al nostro progetto di vita, che può essere una famiglia progettata con qualcuno che riteniamo adatto al compito, o una compagnia con cui condividere momenti belli e brutti.
Quando crediamo di amare il partner non vogliamo davvero il suo bene: vogliamo il nostro. Ecco perché non credo nell'amore con la "A" maiuscola. L'amore incondizionato ce l'abbiamo normalmente per i nostri figli, difficilmente per la persona con cui stiamo assieme. Perché da questa persona pretendiamo che ci faccia star bene, che ci stia vicino, che ci sia fedele. E se siamo innamorati ricambiamo la cortesia. Ma se il partner non ci dà ciò che vogliamo e le cose iniziano ad andare male, ecco che lo lasciamo. Quindi non è vero che "amor vincit omnia". Ed ecco perché credo che l'amore sia solo una convenzione sociale. Perché è più poetico, romantico nel senso letterario del termine, dire che mettiamo su famiglia con la persona che amiamo più della nostra stessa vita. Ma non è la verità. La verità è che conosciamo qualcuno, ce ne innamoriamo, ma ad un certo punto la fase di innamoramento passa. E restano l'affetto, il rispetto e magari anche la voglia di stare insieme. E scegliamo questa persona solo se la riteniamo adatta. Suona arido, ma è così. Vi è mai capitato di innamorarvi di un alcolizzato, un tossico o uno con il vizio del gioco? A me è capitata una di queste situazioni. Credevo di essere innamoratissima. Ma ho scelto di non stare con quella persona, perché non adatta a formare una famiglia né tanto meno ad essere una compagnia per la vita. Quindi, nonostante la fase di innamoramento, ho fatto una scelta razionale. E non me ne vergogno. Piuttosto mi vergognerei del contrario. Purtroppo spesso sbagliamo i calcoli, ed ecco che si verificano le tante separazioni a cui assistiamo ai giorni nostri. Ma pazienza, errare humanum est.
Una cosa poi che mi ha sempre fatto sorridere è il concetto di "anima gemella". Possibile che fra miliardi di persone la mia anima gemella si trovi proprio nella città in cui vivo, o in cui lavoro, o in cui sono andata in vacanza? Caspita! Che fortuna! O forse non è così. Forse l'anima gemella non esiste. Al mondo esistono semmai persone con cui abbiamo più affinità rispetto ad altre. E possiamo comunque ritenerci fortunati quando le troviamo. 
Quindi ragazze, se l'amore è solo una convenzione sociale e l'anima gemella non esiste, perché non iniziamo a fare sesso solo per divertirci e stare bene? Esattamente come fanno gli uomini. Le mie amiche storcono il naso. Dicono che noi donne non ne siamo capaci. Io non credo. Basta soltanto non crearsi aspettative fasulle. Ad esempio scegliamo qualcuno che, per quanto bello e affascinante, riteniamo assolutamente inadatto come fidanzato, marito o padre dei nostri figli. In questo modo non ci illuderemo, ma anzi, riusciremo a divertirci in modo spensierato.
A me piace dire di essere innamorata. Lo dico riferito agli uomini, alle amiche, ai libri, ai film, etc. Quando si parla di uomini, sostengo di innamorarmi subito. Ma questa fase arriva in fretta e passa in fretta. E mi fa sentire viva. In realtà succede spesso che mi innamoro perché mi creo delle false aspettative che puntualmente vengono disattese. E piango. E soffro. Perciò credo, anzi sono sicura, che anche il sesso senza amore possa farci sentire vive. Senza tante lacrime, paranoie, rimorsi, pentimenti e delusioni. Chiediamolo agli uomini, che sotto questo aspetto sono decisamente più furbi di noi. D'altra parte non siamo altro che mammiferi: "You and me baby ain't nothin' but mammals. So let's do it like they do on the Discovery Channel".
Au revoir, mes amis! ;-)


domenica 22 marzo 2015

La terra trema... o forse no.

Dario mi ha appena detto di essersi innamorato e fidanzato. Curiosa come cosa. Fino a poco tempo fa sosteneva di NON POTERSI innamorare né fidanzare. Era quella impossibilità a provare un sentimento che mi faceva sorridere. Che senso aveva una frase del genere? Se ti innamori ti innamori. Non è una cosa che puoi decidere. Glielo dicevo che erano tutte bugie. Che semplicemente non aveva il coraggio di dirmi che ero io il problema. Ma no, insisteva lui. Io avrei addirittura potuto essere quella giusta. Ma lui non aveva testa proprio per nessuna. Ovviamente non sono mai stata così ingenua da credergli. E infatti avevo ragione. Da qualche tempo avevo anche iniziato a sospettare che avesse qualcuna. E oggi me l'ha proprio confessato candidamente: "Tanto, ci vedrai presto in giro insieme, Kerry". Gli ho sorriso. E mi sono mostrata sinceramente contenta per lui. Ma ammetto che per un attimo la terra mi è tremata sotto i piedi... o forse no. 

Perché forse il fatto che non sia io l'oggetto dei suoi desideri è la mia salvezza. Lo so. Sembro la volpe che non arriva all'uva. Ma se questo non arrivare all'uva fosse la fortuna della volpe? Ce lo siamo mai chiesti? Forse l'uva non è acerba. Forse è dolcissima. E se la volpe l'assaggiasse, le piacerebbe così tanto da mangiarla tutta in un attimo. Al punto da fare una brutta indigestione, finire all'ospedale e morire. Ecco come potrebbe essere il triste epilogo della storia. Noi deridiamo sempre la volpe che non arriva all'uva. Ma non sappiamo che se ci arrivasse, forse sarebbe la sua rovina. Perché è questo il punto. Non possiamo sapere a priori cosa ci riserverà il futuro. 
Per ora l'unica cosa certa che so è ciò che mi ha riservato il passato. Che nei pochi mesi che ho frequentato Dario, mi ha fatto stare sì molto bene all'inizio. Ma il suo comportamento ambiguo è stato ben presto fonte di parecchia ansia. La sua mentalità contorta mi ha fatto più volte uscire di testa. E il suo egoismo sconfinato mi ha fatto piangere ogni sera per almeno un mese. O forse anche di più. Queste non erano le premesse per una storia felice. Né tanto meno per una storia sana. 
Sono sicura che questa persona sia perfetta per lui. Li immagino felici e spensierati mentre vivono appieno il loro neonato amore.
Perché semplicemente Dario non era la persona per me. Io merito altro. Qualcuno che mi capisca e che non mi faccia soffrire. Qualcuno che voglia lasciarsi amare da me e ricambiare il mio amore.
Ricordiamocelo ragazze, non tutti i mali vengono per nuocere. Forse a volte il destino si permette di farci piangere un po' per risparmiarci dolori ben più grandi di cui fortunatamente non verremo mai a conoscenza. Avete mai visto Sliding Doors? Guardatelo, e capirete di cosa sto parlando.
Au revoir, mes amis! ;-)