Young Gothic di M.A. Bennett si presta ad essere letto nel periodo di Halloween o di Summerween (l’Halloween estivo che quest’anno pare aver spopolato anche qui in Italia). Come suggerisce il titolo infatti è un romanzo gotico, quindi perfetto nei mesi autunnali, ma celebra in qualche modo il bicentenario della fatidica estate in cui Polidori, Byron e i coniugi Shelley diedero vita alle loro storie di mostri e fantasmi.
Ma facciamo un passo indietro. Se non v’intendete di letteratura inglese e/o gotica, sappiate che nel giugno del 1816 i poeti sopra citati, ovvero George Gordon Lord Byron, Percy Bisshe Shelley e sua moglie Mary, la di lei sorellastra e John Polidori, trascorsero insieme le vacanze estive a Villa Diodati, in Svizzera, sul lago di Ginevra. Il 1816 fu chiamato “anno senza estate” per via del freddo anomalo e delle ingenti piogge, dovuti a vari fattori, tra cui, in particolar modo, l’eruzione del vulcano Tambora in Indonesia, la cui potenza fu tale da oscurare il sole per un certo periodo.
Annoiato dal maltempo e dalla conseguente scarsità di attività da fare all’aria aperta, Byron propose agli amici di intrattenersi vicendevolmente con storie di fantasmi. E fu così che nacquero Frankenstein or the Modern Prometheus di Mary Shelley e The Vampyre di Polidori.
Con queste premesse si apre il romanzo di M.A. Bennett: nel 2016 Herr Florian Necker, Presidente della Fondazione Diodati, decide di lanciare il programma Young Gothic e di riunire quindi quattro giovani creativi che vogliano ripercorrere le orme dei loro illustri predecessori.
Verranno scelti Eve (Gothic Girl), G the Poet, Hal Fraser e James Renfield.
I quattro ragazzi dovranno inoltre scendere a patti con i mostri da loro creati e che forse non vivono soltanto nelle loro fantasie più oscure.
In questo libro si usa un linguaggio talvolta volgare, si accenna ad aborti e abusi, come ci avverte il content warning iniziale. Eppure mi sento comunque di consigliarlo ad un pubblico di adolescenti, perché il tutto viene trattato con delicatezza, sebbene mai con leggerezza. Le svariate opere letterarie e i numerosi film di culto a cui si fa cenno, hanno sicuramente il pregio di voler avvicinare i ragazzi alla lettura dei classici e di provare a risvegliare la loro curiosità verso il cinema d’autore.
Unico neo: ho letto l’eBook in inglese, e ho trovato il linguaggio giovanile usato dai protagonisti troppo infarcito di espressioni gergali; vivo circondata dagli adolescenti, e per quanto li senta parlare talvolta diversamente da me e non sempre capisca i loro modi di dire, è pur vero che i loro discorsi colloquiali suonano decisamente meno forzati di quelli dei quattro protagonisti del romanzo.
Ma non fate come me: non leggete l’eBook in inglese. Comprate invece, o fatevi regalare (molto meglio), la versione cartacea in italiano: l’edizione curata per DeAgostini dalla splendida Alessia Amati (già autrice di Le Falene di Ursula) è davvero incantevole. E non lo dico per dire: lo scorso ottobre, infatti, appena uscita, l’ho immediatamente acquistata come regalo di compleanno per una delle mie ‘migliorissime’ amiche. :-D
Au revoir, mes amis! ;-)




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