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sabato 24 gennaio 2026

I libri di Kerry: I love shopping di Sophie Kinsella

Questo mese, per il nostro caffè letterario I libri di Kerry,
abbiamo scelto di leggere I love shopping, primo libro della lunga serie di successo della prematuramente scomparsa Sophie Kinsella. Sono sicura che tutti già la conoscete, o almeno ne avrete sentito parlare. Personalmente mi era stato regalato appena uscito, avevo iniziato a leggerlo, ma, come spesso mi succedeva all’epoca, lo avevo abbandonato subito, nonostante avessi già ampiamente apprezzato, della stessa autrice, Sai tenere un segreto?.
Ora che finalmente riesco a leggere la quantità di libri che avevo sempre sognato, è stato un piacere riprenderlo, con le sue pagine ormai ingiallite e con in mezzo il segnalibro che avevo diligentemente scelto (una cartolina promozionale del film La verità è che non gli piaci abbastanza).

Si tratta di una storia spumeggiante, così come la sua frizzante protagonista, Rebecca Bloomwood, in cui non posso fare altro che identificarmi.
Probabilmente non mi sono mai sentita in vita mia così vicina al personaggio di un romanzo.
Ma ha ragione la mia dolcissima amica “lettrice furiosa” a sostenere che a tratti mette un po’ d’ansia: come può Rebecca continuare a fingere che nulla stia succedendo, ignorando i problemi che lei stessa crea? Non si rende conto che ad un certo punto quei problemi saranno mastodontici?
Rebecca soffre chiaramente di un disturbo patologico (lo shopping compulsivo) che la porta a commettere un’infinità di sciocchezze ai limiti della legalità… no, se state per arrestarmi, sappiate che in questo non mi identifico affatto in lei, ma anche io sono riuscita ad incasinarmi spesso e comunque; sicuramente non tutti abbiamo problemi con la gestione dei nostri soldi, ma molti di noi sono vittime di compulsioni irrefrenabili, che poi però, vivendo nella vita vera, ci obblighiamo a controllare: nel mio caso si tratta di continuare a cominciare libri prima di finire quelli già iniziati, e mi racconto mille scuse per permettermi di farlo; ma non preoccupatevi, ci sto lavorando, anche grazie alla splendida agenda regalatami dalla mia amica psicologa, che mi permette di tenere traccia di cosa sto leggendo e di cosa diavolo sto combinando, costringendomi così a darmi un freno. Non per niente, a proposito di questo mio “disturbo”, ho detto alla mia amica “lettrice furiosa” che mi rivedo un sacco in Deborah “Debby” Bloomwood, pardon, in Rebecca “Becky” Bloomwood.
Rebecca ha però un difetto che tollero poco: come di norma fanno le persone con problemi economici, mente. Ma, tant’è, si rende conto di essere circondata da gente che le vuole bene davvero, e questo farà scattare qualcosa in lei, che forse la farà maturare… o forse no. Siamo quindi di fronte ad un Bildungsroman oppure solo ad un frivolo romanzo chick-lit? A voi scoprirlo.
Ad ogni modo, ringrazio la compianta Kinsella che grazie a questi suoi spensierati capolavori immortali continuerà a farci ridere e sorridere, con qualche attacco d’ansia qua e là :-D
Commento personalissimo e che non dovete necessariamente condividere: che bello quando i romanzi considerati leggeri non avevano scene spicy e, anzi, si autocensuravano; ma questo è solo il mio gusto, e, grazie al cielo, possiamo avere tutti pareri diversi senza per questo sentirci sbagliati.
Ultimo commento iper-personalissimo: la controparte maschile non mi ha convinta…
E voi? Quali sono i vostri commenti ultra-personalissimi su questo romanzo?
Scrivetemi, sono curiosissima ;-D
Au revoir, mes amis! ;-)







martedì 8 aprile 2025

I libri di Kerry: Cosa si prova? di Sophie Kinsella

Il secondo libro che ho letto per il nostro caffè letterario, e per cui ringrazio infinitamente la libreria Mondadori che è riuscita a procurarmelo in inglese, si intitola Cosa si prova? (What does it feel like?)
e tratta il tema della malattia, raccontata esattamente come la si vive. Sophie Kinsella, autrice di fama mondiale, grazie ai suoi iconici best-seller della serie I Love Shopping, è purtroppo gravemente malata. E in quest’opera pressoché autobiografica, come lei stessa la definisce (“What does it feel like? is fiction, but it is my most autobiographical work to date. Eve’s story is my story.”), ci spiega con molta semplicità cosa succede quando ci si risveglia da un’operazione delicatissima di cui nemmeno si ha memoria, e come si può affrontare tutto ciò che viene dopo, ovvero affidandosi alle cure di medici ed infermieri, e grazie anche al supporto dei nostri cari, preziosissimo per riuscire a non perdersi mai d’animo. Ed è stata proprio la voglia di vivere della Kinsella a commuovermi: il suo saper scherzare con tanta leggerezza su una disgrazia così terribile, ed il suo riuscire, in questo modo, a non perdere l’ottimismo che da sempre la contraddistingue.
L’autrice sa come regalarci un sorriso tra le lacrime e ci insegna a trovare il lato positivo in ogni situazione, anche quando proprio non lo si riesce a vedere: “I feel a bit tired sometimes,” says Eve. “But it could be worse.” (Mi sento un po’ stanca talvolta, dice Eve, ma potrebbe andare peggio); “It’s raining. But luckily we’ve all got umbrellas.” (Piove. Ma fortunatamente abbiamo tutti l’ombrello).
Lo stile è fresco, quasi fumettistico; il piglio è accattivante; il tema è pesante, ma la narrazione è paradossalmente molto leggera. È stupefacente come la Kinsella riesca ad apparirci favolosa nonostante tutto. E pensare che negli ultimi vent’anni avrò comprato una decina dei suoi libri, soprattutto nel periodo in cui ero fissata con la chick-lit, ma ne avevo letti solo un paio (e li avevo adorati!!), perché come al solito acquisto molti più libri di quelli che riesco a leggere, col proposito di leggerli tutti prima o poi. E quel “prima o poi” è arrivato: ho proprio voglia di immergermi totalmente nella serie di I Love Shopping, di aprire finalmente e gustarmi tutti i romanzi che di lei ho in casa, ed ovviamente di comprare tutti quelli che mi mancano.
Ma prima di concludere, vorrei augurare tutto il meglio a Sophie Kinsella e alla sua splendida famiglia.
Au revoir, mes amis! ;-)