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venerdì 3 aprile 2026

I libri di Kerry: In libreria con Samantha Garbero

Giovedì 2 aprile al caffè letterario
I libri di Kerry, che come ormai sapete si tiene mensilmente alla Mondadori di Acqui Terme, abbiamo avuto l’onore ed il piacere di ospitare Samantha Garbero, autrice di L’Origine del Male, A Luci Soffuse e Sussurri oltre il Velo.
Ci siamo quindi divertiti ad intervistarla, ponendole varie domande sul suo primo romanzo e sul suo modo di approcciarsi alla scrittura, a cui Samantha ha risposto in modo paziente ed esaustivo come al solito.



1) Quando e come ti è venuta l’idea per L’Origine del Male?
S: “L’idea mi è balenata nella mente all’improvviso come un fulmine a ciel sereno,
in una notte autunnale in cui mio figlio non riusciva a dormire, e sentivo la pioggia scrosciare e si alternavano momenti di tranquillità a momenti del pianto del bambino; ad un certo punto c’è stato un fulmine seguito da un tuono: da lì mi è immediatamente nata l’idea per il prologo del mio romanzo, in cui vi è una donna rinchiusa in una cella che sente il ticchettio della pioggia. All’inizio non avevo idea di dove la storia sarebbe andata a parare, avevo semplicemente visto la scena iniziale, e da lì ho studiato e ho trattato un mito fantasioso, che per me è molto importante e l’ho riadattato.”

2) Nei tuoi libri c’è una predilezione per l’occulto: come mai?
S: “Perché sono un’amante
dell’horror in tutte le sue forme: sia di quello psicologico, sia di quello reale, in cui si analizzano le zone d’ombra di noi esseri umani; amo anche quella parte oscura e ignota per cui non si trovano spiegazioni. Avendo questo amore viscerale per l’horror, lo metto in ogni mio scritto”.

3) Quanto tempo hai impiegato per scrivere questo tuo primo romanzo?
S: “Un anno e mezzo, in cui l’ho scritto di getto, senza un progetto iniziale. Sono poi stata contattata da una casa editrice dopo averlo pubblicato prima su Wattpad. Le storie successive hanno invece avuto una fase di progettazione iniziale, ma per questo primo romanzo ho dato sfogo al mio bisogno impellente di scrivere.”

4) Qual è il tuo metodo di scrittura?
S: “Scrivo di notte. Scrivere è un piacere nella fase creativa, mentre preferisco fare l’editing di giorno; mi annoto le idee su un quadernino e poi le sviluppo.”

5) Qual è il tuo personaggio preferito in L’Origine del Male
S: “La protagonista, perché è una fanciulla dall’animo tormentato, però è buona e in lei avverà una rinascita.”

6) Per i tuoi personaggi hai preso ispirazione da persone reali? 
S: 
“Elizabeth sono io (questa affermazione fa molto Flaubert, ndr); tra l’altro mia sorella si chiama proprio Elisabetta. Elizabeth è restia all’imposizione, è un animo libero. Il protagonista maschile è invece ispirato ad un mito e quando l’ho creato avevo in mente Lestat di Intervista col Vampiro. I personaggi sono sicuramente irreali, ma sebbene sia un dark fantasy, ritengo che l’ambientazione debba sempre essere reale.”

7) Come ti è venuta l’idea di scrivere in generale? 
S: “Ho sempre letto tantissimo.
Leggevo Piccoli Brividi quando ero bambina, e mi ritrovavo a viaggiare in molti mondi diversi, e ho pensato: questo posso farlo anch’io! 
E quando seppi che una mia compagna di scuola non credeva a Babbo Natale, ho trovato lo spunto per scrivere il mio primo racconto.”

8) L’ambientazione: perché proprio Cuba? 
S: “Ho immaginato un bel fusto tipo Raz Degan in Sorellina e il Principe del Sogno, l’ho immaginato abbronzato e ho pensato che Cuba fosse il setting ideale per la mia storia.”

9) Ci hai rivelato che questo libro è stato scritto come un flusso, ma ci sono anche tanti colpi di scena, e la storia è piuttosto intricata: ti sei quindi mai incastrata nella trama?
S: “No, ma è stata una fortuna, perché ora mi rendo conto che la progettazione iniziale è importante; meglio fare prima una scaletta e poi raccontare la storia. Ho solo dovuto rivedere qualche data, ma per il resto fortunatamente il racconto fluiva da sé, senza incontrare intoppi.”

10) Hai un’immagine nella tua testa dei personaggi che crei o prendono forma piano piano? 
S: “Sì, li vedo. Alcuni li formo, per altri mi ispiro ad attori o persone che ho visto e/o conosciuto.”

Tra le domande a Samantha e varie risate, il pomeriggio è volato in allegria. Leggere un libro e poi poter rivolgere all’autrice i nostri quesiti, è stata un’esperienza coinvolgente.
Ringraziando ancora la nostra Samantha Garbero, concludo qui con le parole che lei stessa ci ha scritto dopo l’incontro in libreria: “ il vostro entusiasmo mi hai emozionata molto e le vostre domande sono state una più interessante dell’altra! È stato un vero piacere condividere questo momento insieme.”

Au revoir, mes amis! ;-D




domenica 29 marzo 2026

Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson

Due sorelle, Mary Katherine “Merricat” e Constance Blackwood, che vivono
isolate nella loro grande dimora, lontane dagli abitanti “malvagi” del loro piccolo paesino. Un mistero aleggia nell’aria, tanto temibile quanto intrigante. Una triste verità che si delinea scorrendo velocemente una pagina dietro l’altra. “Un ambiente malsano”, perché “una bambina va punita per i suoi sbagli, ma deve continuare a sentirsi amata.” (p. 51). Pensieri malati e paranoie. E non riusciamo più a distinguere cosa è reale e cosa non lo è.
“Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott’anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l’anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie passioni sono mia sorella Constance, Riccardo Cuor di Leone e l’Amanita phalloides, il fungo mortale. Gli altri membri della famiglia sono tutti morti.” - questo l’incipit del romanzo, talmente incisivo che viene riportato anche sulla quarta di copertina: basta un inizio del genere per darci l’idea di cosa ci accingiamo a leggere.
Shirley Jackson era una donna con una mente geniale ed affascinante, afflitta da disturbi mentali a parer mio causati da un’intelligenza superiore alla media. Appare piuttosto evidente che odiasse vivere in quel piccolo villaggio del Vermont, in cui si era dovuta trasferire insieme al marito, e probabilmente pieno degli stessi pettegoli senza cuore che figurano nelle pagine di questo romanzo.
In questo libro non si parla
apertamente di streghe, ma se ne percepisce la costante presenza.
Merricat ritiene infatti di avere dei poteri che acquistano maggiore forza in determinati giorni della settimana; inoltre compie alcuni riti propiziatori che in realtà somigliano molto più alle manie tipiche degli psicotici, piuttosto che a delle magie vere e proprie. Constance invece ha una passione per il suo orto ed il suo giardino, che cura con estrema dedizione. Tutte queste loro peculiarità, insieme all’isolamento che si auto impongono per vivere tranquille, sono esattamente i tratti distintivi che un tempo venivano affibiati alle streghe, o presunte tali.
Queste due sorelle vivono la loro vita fatta di abitudini rassicuranti, scandita da giornate sempre uguali: le colazioni, i pranzi, le cene, i libri presi in prestito alla biblioteca e mai restituiti, i giorni fissi dedicati alla spesa in città. Fin quando giungerà inaspettato un “cambiamento”.
È una lettura che ci avvolge nel suo incantesimo e da cui non ci si vuole staccare. Lo stile è perfetto, come in ogni libro della Jackson, e non ci si stancherebbe mai di leggere, anzi, si arriva alla conclusione del romanzo un pochino tristi di doverlo infine posare. 
Se lo leggerete, ditemi le impressioni che ne trarrete; perché, non so cosa ne pensate voi, ma a me sembra che i pensieri contorti e gli atteggiamenti strampalati di Mary Katherine facciano parte dell’infanzia di molti di noi, ma in pochi si sentiranno di confessarlo, o quantomeno ammetterlo anche solo con se stessi.
Dopo aver terminato questo romanzo, ho voluto provare a guardare anche il film ad esso ispirato ed intitolato Mistero al castello Blackwood,
e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa: gli attori scelti risultano azzeccatissimi, ed interpretano i loro personaggi in maniera eccellente. Le modifiche alla storia sono state davvero minime: a volte si riprendono addirittura le stesse battute del libro; soltanto a meno di dieci minuti dalla fine, la storia prenderà una piega diversa rispetto al romanzo, a mio parere non necessaria né funzionale: ritengo che la regista Stacie Passon abbia dato al film la conclusione che avrebbe voluto leggere nel romanzo, o che abbia semplicemente differenziato il film dal libro perché, in effetti, le dinamiche cinematografiche rispondono a dettami diversi da quelli che governano le dinamiche narrative. Leggere un libro ci permette di entrare meglio nella psiche dei protagonisti, e ci fa notare dettagli che di norma sfuggono con la sola visione del film. Quindi vi consiglio di guardarlo solo se prima leggerete questo indiscusso capolavoro della Jackson. Ma dopo averlo letto, prendetevi un’oretta e mezza anche per la pellicola: ne vale la pena.
Au revoir, mes amis! ;-)

sabato 21 febbraio 2026

Sussurri oltre il velo di Samantha Garbero


Samantha Garbero, scrittrice acquese che ho scoperto per caso poco più di un anno fa, mentre promuoveva i suoi libri nella mia libreria di fiducia,
e già autrice dei dark fantasy L’origine del male e A luci soffuse, torna a sorprenderci con il suo nuovissimo Sussurri oltre il velo.

Sussurri oltre il velo non è un dark romance, né un fantasy o un gotico, non è nemmeno un romanzo: è un diario vero, in cui la protagonista mette per iscritto le esperienze da lei vissute in case “infestate”. “Si tratta quindi di un paranormal”, penserete voi; e invece, no. Perché i fatti realmente esperiti da qualcuno e poi trascritti su carta, per quanto paranormali, non possono, a parer mio, davvero essere etichettati. Non credo sia possibile, e neanche corretto, affibbiare etichette di generi letterari alle vite di persone esistenti o esistite.

Mi sento quindi di affermare che questo diario non è per tutti, ma ritengo che tutti dovrebbero leggerlo. Questo assioma a prima vista contraddittorio, in realtà non lo è: non è per tutti perché la stragrande maggioranza delle persone non crede, o non vuole credere, ai fenomeni paranormali, e potrebbe percepire un senso disagio leggendolo; ritengo però che tutti dovrebbero leggerlo perché questo senso di disagio va superato, capito e tenuto in considerazione. Perché se proviamo questa sottile paura, significa che in fondo al nostro cuore crediamo: tutti da piccoli temevamo i luoghi bui e l’oscurità, e sentivamo che le nostre paure non erano del tutto infondate. Crescendo ci siamo poi convinti che fosse solo suggestione. E se invece i bambini, ancora privi di giudizio, semplicemente vedono e/o sentono ciò che crescendo ci imponiamo di non percepire più?
Leggetelo quindi, anche se non credete, ma sospendete il giudizio, per rispetto verso chi l’ha scritto in prima persona, e per l’autrice che l’ha pubblicato.
Questo diario è stato scritto dalla nonna di Samantha, e poi da lei rivisto e corretto, ma senza modificarne i contenuti né lo spirito.
La nonna, fin da bambina, ha sempre “avvertito” delle presenze: questo succede grazie alla sua capacità di “scorgere oltre il velo”.
Tale capacità si è poi tramandata a figlie e nipoti. A volte si trattava di semplici oggetti spostati, altre volte di nomi sussurrati, oppure di colpi e rumori inaspettati, fino ad arrivare ad apparizioni vere e proprie, condivise anche da chi era presente in quel momento con lei.

Una tale testimonianza mi ha emozionata enormemente e vi dirò di più: per quanto sia piccolo e breve, non sono riuscita a leggerlo in una serata, perché mi sono immedesimata e mi sono dovuta fermare più volte per le emozioni intense e la tensione che stavo provando. Mi ha fatto, sebbene per motivi diversi, l’effetto che già mi aveva fatto leggere Cosa si prova? di Sophie Kinsella, perché leggere di esperienze reali e dolorose non può che travolgerci, e ci serve un momento per elaborare; eppure considero questo tipo di libri delle letture edificanti, persino catartiche. Sono delle potenti sberle in faccia, che riescono pur tuttavia a farci bene al cuore. Tra l’altro, come la Kinsella, anche Samantha ha uno stile narrativo eccezionale. Già avevo apprezzato enormemente gli altri suoi libri, ma stavolta si è davvero superata.

Impossibile non fare anche il paragone con Emily Brontë, soprattutto leggendo il capitolo Presenze in campagna, in cui si legge che, durante un temporale estivo, “qualcuno, o qualcosa, stesse cercando di farsi sentire, di violare quel fragile confine […]” (p. 88).

Un plauso va anche alla splendida edizione di questo volume, pubblicata da Youcanprint, iper curatissima, suggestiva al punto da richiamare atmosfere antiche.

E soprattutto, grazie allo splendido lavoro di Samantha e al diario della nonna: non solo mi avete regalato emozioni indescrivibili, ma mi avete fatto sentire meno sola, capita, e, lasciatemelo scrivere, anche un po’ meno pazzerella. :-D

Au revoir, mea amis! ;-)















martedì 4 febbraio 2025

La Strega di Shirley Jackson

Splendido libricino della Piccola Biblioteca Adelphi, con quattro racconti brevissimi, godibilissimi in una manciata di minuti l’uno, quando ci si vuole rilassare e leggere qualcosa di piacevole ed interessante, ma il tempo a nostra disposizione è davvero poco. I racconti, tutti con tematiche diverse l’uno dall’altro, lasciano disorientati, e ad ogni finale mi sono ritrovata a mormorare un “ah…” dubbioso, come se mi fosse sfuggito qualcosa d’importante, e questa sensazione si è acuita con l’ultimo dei quattro, Il Dente
Si parte con il primo racconto, La Strega, che da appunto il titolo alla raccolta, e ci si sente subito a disagio, ci si aspetta qualcosa di veramente brutto, e si teme ancora di più in quanto il protagonista della storia è un simpatico bimbo, vivace e pieno di fantasia, che vede streghe ovunque. Accadrà dunque questo qualcosa di tremendo? Sta a voi scoprirlo.
Ne L’ubriaco troviamo una ragazzetta del liceo che fa i compiti e, durante una festa a casa dei suoi, dimostra di saperla lunga quando, guardando dall’alto in basso l’ospite ubriaco, gli prospetta l’imminente fine del mondo.
Charles si presenta invece come la classica storia che noi mamme siamo solite raccontare alle amiche a proposito delle avventure scolastiche dei nostri figli: il finale, nuovamente a sorpresa, risulta a mio avviso più presagibile degli altri tre.
Infine il libro si conclude con Il Dente, l’avventura più strana delle quattro, che parte con un banalissimo mal di denti della protagonista, Clara, per poi sorprenderci con risvolti inaspettati.
I disturbi mentali che hanno accompagnato Shirley Jackson nella sua breve vita si percepiscono nella strana atmosfera che si respira ad ogni pagina.
Impossibile non innamorarsi di una psiche tanto acuta quanto sofferente. 
Voto: eccellente. 
E mi sento già prontissima e desiderosa di leggere molte altre sue opere.
Au revoir, mes amis! ;-)



sabato 21 dicembre 2024

L’Origine del Male di Samantha Garbero


Se amate gli horror hollywoodiani e siete superstiziosi, conoscerete sicuramente la potenza di un venerdì 13. E quando ho chiesto all’autrice di A Luci Soffuse di incontrarci
per un caffè, non mi ero subito accorta che ci eravamo accordate proprio per un venerdì 13: un giorno da paura in compagnia di una scrittrice di dark fantasy. Si può chiedere di meglio? 
Anche in questa circostanza, così come quando l’avevo incontrata alla presentazione del suo nuovo romanzo in libreria, Samantha si è dimostrata una persona eccezionale ed ha accolto con gioia il mio sincero entusiasmo per il suo libro che avevo appena terminato. Ha risposto in maniera esaustiva (e pure allegra!) a tutte le mie domande e curiosità sui vari personaggi ed accadimenti del romanzo, e siccome avevo votato su Instagram il racconto che preferivo tra quelli raccontati dai protagonisti, mi ha omaggiata di alcuni gingilli che vi mostro orgogliosa in queste foto. Ovviamente, appena ci siamo congedate, mi sono subito messa a leggere L’Origine del Male, di cui, per deformazione professionale, ho preso anche la versione in inglese, splendida e fluida come quella originale, e il cui titolo è stato adattato nell’altrettanto suggestivo Evil’s Fire. Inutile dire che anche di questo libro mi sono appassionata un sacco e, sebbene fossi stracolma di impegni lavorativi e non, lo leggevo ogni volta che avevo cinque minuti liberi.
L’Origine del Male è stato in realtà scritto prima di A Luci Soffuse, e gli avvenimenti narrati sono in effetti antecedenti, ma, seguendo il consiglio che l’autrice mi aveva dato in libreria, i libri possono essere letti anche indipendentemente l’uno dall’altro, e vi dirò di più: 
a me è proprio piaciuto leggerli all’inverso, perché terminato il secondo mi è salita subito una voglia matta di leggere il primo, e scoprire finalmente la storia dei vari personaggi ed i loro retroscena. E non posso non complimentarmi ulteriormente con Samantha che sa coinvolgere il lettore grazie ai suoi personaggi a tutto tondo, perfettamente caratterizzati a livello psicologico, e così incredibilmente reali (persino quando si tratta di creature fantastiche!); appassionante anche la sua narrazione snella, eppure piena di colpi di scena e di flashback, in grado di descrivere alla perfezione persone e situazioni, seppure con poche parole, ma in maniera così efficace da permettere ai noi lettori di visualizzare l’intera scena come se l’avessimo davanti ai nostri occhi.
I protagonisti, i co-protagonisti e gli antagonisti mi sono piaciuti tutti, perché tutti hanno le loro comprensibilissime motivazioni, e tutti, come vi dicevo, sono assolutamente umani, nonostante a volte siano esseri immortali o addirittura senza un’anima. Lo sapete però, perché ormai mi conoscete, che c’è qualcuno a cui mi sono affezionata più che agli altri; e questa volta è qualcuno che nemmeno io mi sarei aspettata durante la lettura, perché l’ho riscoperto e rivalutato alla fine. Vi dico solo che il suo nome inizia per S e nient’altro. Leggetelo e fatemi poi sapere se avete capito di chi parlo e se siete d’accordo con me. Au revoir, mes amis! ;-)




giovedì 5 dicembre 2024

A Luci Soffuse di Samantha Garbero

È la notte di Halloween ed un gruppo di giovani amici sceglie un posto ad hoc per raccontarsi storie dell’orrore. L’abbiamo fatto in tanti
da ragazzi, insieme ai nostri amici, durante “una notte buia e tempestosa” o proprio alla vigilia di Ognissanti, di riunirci in un cimitero o in una casa abbandonata per spaventarci vicendevolmente con storie dark fantasy. Persino gente del calibro di Lord Byron, del poeta Shelley e sua moglie, e di John Polidori, avevano fatto questo gioco nel diciannovesimo secolo in una serata piovosa sul lago di Ginevra, in Svizzera, partorendo opere di indiscusso valore letterario, quali Frankenstein o il Moderno Prometeo e Il Vampiro. Così anche i gemelli cubani Taissa e José, ed i loro quattro amici di Cleveland si sfidano ad inventare storie macabre per poi premiare chi di loro riuscirà a creare la più spaventosa.
Ma non sanno ancora che questo gioco potrebbe rivelarsi più pericoloso e reale di quanto immaginino, perché “tutte le leggende hanno un fondo di verità”…
La vicenda che fa da cornice alle storie horror narrate per bocca dei sei protagonisti è talmente avvincente che ho letto il tutto nel giro di una giornata e mezza. Le storie stesse sono una più bella e spaventosa ed elettrizzante dell’altra; le ho apprezzate tutte, nonostante siano parecchio diverse tra loro, cosa che tra l’altro dimostra la versatilità nonché l’indiscussa bravura dell’autrice. Ed il finale del libro, inaspettato e decisamente intrigante, che ovviamente non vi spoilero, mi ha confermato la decisione presa appena iniziato questo romanzo gotico: devo ASSOLUTAMENTE leggere anche gli altri libri di questa brillante scrittrice.
E adesso è proprio dell’autrice che vorrei parlarvi. Samantha Garbero è una persona adorabile, che ho conosciuto pochissimi giorni fa ad un evento firma-copie in libreria: alla mia domanda su quale dei suoi libri facesse per me, mi ha chiesto a sua volta se fossi interessata al paranormale, ed alla mia  risposta affermativa, con i suoi modi graziosissimi, mi ha consigliato A Luci Soffuse, riempiendomi anche di gadget e regali, quali anellini, elegantissime maschere in pizzo nero, segnalibri e stampe suggestive.
Non posso fare altro che consigliarvi di leggere questo breve ma intensissimo romanzo, lasciandovi trasportare verso una strana dimensione orrorifica da cui non si riesce (e nemmeno si vuole) scappare, e lasciandovi altresì cullare dalla gentilezza di Samantha.
Scrivetele ed ordinate subito la vostra copia di A Luci Soffuse :-D
Instagram: samsevil_autrice
Email: samanthaautrice@hotmail.com
Au revoir, mes amis! ;-)