Translate

Visualizzazione post con etichetta Hannibal Lecter. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hannibal Lecter. Mostra tutti i post

giovedì 19 luglio 2018

Pierre

Non ricordo cosa sia successo quella sera. Dopo che Riccardo ricevette quella telefonata dagli alieni (che prefisso telefonico avranno gli alieni?), mi misi a litigare con Mattia, o Luca, o come cavolo si chiama. E poi basta, vuoto assoluto nella mia testa. So solo che il giorno dopo mi sono svegliata nel mio letto, col mio pigiamino estivo color verde militare. Ero pure struccata. 
Evidentemente qualche alieno doveva avermi cambiata, passato il latte detergente sul viso, messa nel mio bel lettino e rimboccato le coperte. Spero vivamente sia stata un'aliena femmina e che mi abbia spalmato sul viso la crema notte all'acido ialuronico e bacche di goji. Non voglio certo ritrovarmi delle nuove odiosissime rughette. 

Negli scorsi giorni ho continuato a sentire Luca. Speravo che come me iniziasse ad avere qualche ricordo frammentario delle nostre vite precedenti assieme; e invece niente. Io acquistavo sempre più consapevolezza di chi ero, mentre lui era lontano anni luce da tutta questa storia. Quell'uomo dolce, sensibile, che avevo avuto l'impressione di conoscere da prima dell'eternità, sembrava sparito nel nulla. Aveva persino smesso di farmi quelle stupende rose di carta che mi aveva regalato nei primissimi giorni di frequentazione. Eppure mi sto documentando parecchio sull'argomento e pare che una volta iniziato il risveglio, non dovrebbe più essere possibile tornare indietro. Teoria che non sposa quella di Rick Alien, secondo cui le nostre anime si svegliano e tornano a dormire, per poi nuovamente risvegliarsi, così, ad intermittenza, senza alcuna apparente ragione logica.
- "Forse Riccardo dovrebbe svolgere meglio il suo lavoro invece di concentrarsi sull'attività di donnaiolo", salta su Gianni, il barman dietro al bancone del mio locale preferito, dove sono seduta in questo preciso istante; per me è quasi un rituale venire qui: ora buca dalle lezioni, pausa ginseng; esco dal lavoro, ginseng di fine giornata.
Per un attimo mi sorge il dubbio che anche Gianni sia un guardiano delle galassie e mi legga nel pensiero esattamente come Ricky: "di cosa stai parlando Gianni?"
- "Del fatto che ho sentito il suo datore di lavoro lamentarsi di un paio di traduzioni consegnate in ritardo."
Lo fisso negli occhi, scettica e quasi annoiata, con la mano sinistra appoggiata al viso, che mi copre in parte la bocca: "Tutto qui? Ah ok." Continuo a sorseggiare il mio ginseng molto lentamente.
E tiro fuori il mio Kindle Fire. Ho scaricato alcuni eBook sulla metempsicosi, sugli alieni, sulla fisica quantistica (di cui non capirò mai una cicca), e persino sulla mindfulness (che non so se mi sarà utile, ma fa molto New Age del nuovo millennio).
- "Che cosa legge Signorina, se posso chiedere?"
Ecco, un altro come Luca che si finge interessato alle mie letture pur di attaccar bottone. Possibile che non possa stare seduta in questo bar, bevendo ginseng e leggendo il mio tablet in santa pace? 
Alzo la testa, senza però staccare la mano dal viso, con lo stesso fare annoiato di prima.
Apperò! Rimango folgorata. Perdono il gentleman che ha interrotto le mie letture solo perché merita parecchio. Capello medio lungo, castano chiaro, liscissimo; sguardo irresistibile (giuro che questa espressione non l'ho rubata dai romanzetti rosa perché nemmeno li leggo!); elegante senza essere né eccessivo né goffo od impacciato (ammettiamolo, ci vuole una certa disinvoltura per portare la camicia: i più sembrano dei manichini). Sapete chi mi ricorda? Quell'attore che aveva interpretato Hannibal Lecter in Le orgini del Male e che appare anche nelle pubblicità di Chanel. Proprio lui, Gaspard Ulliel. 

- "Sto leggendo tante cose sugli argomenti più disparati; in particolare mi sto interessando a come viaggiano e funzionano le nostre anime."
Il Signor "Ulliel" mi guarda negli occhi con un sorriso rassicurante: "Si reicarnano, ma non solo; alcune lasciano temporaneamente il corpo in cui risiedono per andare a chiedere aiuto ad un medium, oppure, d'accordo con un'altra anima, prendono in prestito il corpo di quest'ultima, perché magari è fisicamente più vicino al corpo in cui risiede la loro anima gemella.
 Ovviamente questo fenomeno ha una durata molto limitata nel tempo, tipo un paio di giorni o anche meno."
Resto immobile, con gli occhioni in bambola, la bocca semi aperta. Non ho capito assolutamente nulla di ciò che ha detto, ma lo ha detto in un modo così affascinante, con una voce tanto soave che sono rimasta incantata.
- "E comunque mi chiamo Pierre", continua lui.
Gli domando allora se è di origine francese e risponde che sua madre è di Parigi, ma lui è nato e cresciuto in Italia. Lavora nella banca qui accanto, dove lo hanno trasferito da poco, e gioca a calcio per hobby, perché da ragazzino sognava di fare il calciatore. Non oso chiedergli l'età, ma è chiaramente più giovane di me di qualche anno.  Sono curiosa di sapere come mai conosca tanti dettagli su un argomento così particolare.
- "Mi interesso di moltissime cose", mi spiega sorridendo, "ma ora devo scappare. Arrivederci Kerry, buona serata."
Non ho il coraggio di chiedergli un recapito telefonico o almeno se sarebbe stato nuovamente al bar il giorno dopo, e mi limito a fargli un cenno veloce con la mano per salutarlo. 
Mi sento veramente stupida. Dopo la strana velocissima esperienza di Luca - Mattia, trovo qualcuno di molto più interessante che riesce a farmi emozionare come un'adolescente, e resto lì a fissarlo senza quasi proferire parola. Guardo sconsolata la mia tazzina vuota, e noto una piccola rosa di carta vicino al piattino.
- "Gianni, l'hai fatta tu questa rosellina di carta?"
- "No Kerry, te l'ha lasciata quel tipo distinto con cui parlavi un attimo fa."
Mi volto immediatamente sperando che non se ne sia ancora andato.
Niente. E' già sparito. E ripenso al suo discorso sulle anime:
"...alcune, d'accordo con un'altra anima, prendono in prestito il corpo di quest'ultima, perché magari è fisicamente più vicino al corpo in cui risiede la loro anima gemella..."
E quindi chi è realmente Pierre?

Gaspard Ulliel per Chanel

giovedì 12 novembre 2015

Parla come mangi! - sociopatia

Mi accade spesso negli ultimi tempi di sentire termini forbiti utilizzati da diverse persone, probabilmente, per darsi un tono e per dimostrare di saper usare parole colte... che in realtà non sanno assolutamente usare. Questo sarà il primo, ma non l'unico post che farò a tale proposito. Ovvero, vorrei che imparassimo ad usare i termini corretti quando vanno usati, senza ricorrere ad una terminologia presa in prestito dalla psicologia e dalla criminologia, utilizzata in modo scorretto, solo perché l'abbiamo imparata guardando CSI MiamiSherlock o Hannibal (con tutto il rispetto per queste bellissime serie TV). Non vorrei peccare di superbia. Io non sono proprio capace di parlare bene. Sono la classica persona che, nonostante la laurea, dice cose del tipo: "devo dirti una roba; passami quell'affare", etc. (Con sommo dispiacere della mia mamma che ogni volta esclama: "ma perché ho speso i miei soldi per farti studiare?") Ma proprio perché non sono in grado di trovare sempre la parola giusta al momento giusto, preferisco "parlare come mangio", come si suol dire, anziché scomodare termini ricercati che finiscono per essere totalmente avulsi dal contesto. 
Oggi vi farò il primo esempio di ciò che intendo. Qualche giorno fa ero a casa del mio collega-amico Riccardo. Mentre stiamo lavorando ad un nuovo progetto, prendiamo a raccontarci i fatti nostri. Ricky mi confida di aver allontanato l'ennesima donna che ha provato ad instaurare un mezzo rapporto con lui: "vedi Kerry, non sono fatto per avere alcun tipo di legame amoroso o affettivo; io sono sociopatico". Sociopatico?? Subito dò un occhio veloce al frigo, sperando non ci siano resti di carne umana. Poi guardo furtivamente le pareti intorno a me per controllare se vi siano appesi strumenti di tortura a cui non avevo fatto caso entrando. Infine, con fare disinvolto, mi avvio verso la porta d'ingresso, invento una scusa banalissima, e scappo via come un fulmine. Ricky si è definito sociopatico! A parte che non credo che nessun sociopatico si definirebbe tale, ma ci rendiamo conto di cosa ha detto? Hannibal Lecter è un sociopatico. Il Joker di Batman è un sociopatico. Non so se mi spiego.
Cito qui di seguito i criteri secondo cui il DSM 4 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) definisce un soggetto affetto dal disturbo antisociale di personalità, più comunemente chiamato "sociopatia":  1) incapacità di conformarsi alle norme sociali per quanto riguarda il comportamento legale, con ripetersi di condotte suscettibili di arresto;  2) disonestà: il soggetto mente, usa falsi nomi, truffa gli altri; 3) impulsività o incapacità di pianificare; 4) irritabilità e aggressività; 5) inosservanza della sicurezza propria e degli altri; 6) irresponsabilità: incapacità di far fronte a obblighi finanziari o di sostenere un'attività lavorativa con continuità; 7) mancanza di rimorso.
Ecco, con delle premesse del genere sarà chiaro che il sociopatico è quasi necessariamente un criminale. Forse sarebbe stato meglio se Ricky si fosse auto-definito "asociale", o meglio ancora nel suo caso, "misantropo". Misantropo mi piace molto. Sembra efficace in questo contesto. Abbiamo questo bel vocabolo, nato secoli fa (si pensi a Timone, il cinico ateniese vissuto nel V sec. A.C. e di cui Luciano di Samosata ne idealizzò la figura nel suo dialogo), avvalorato da testi teatrali di spicco (Molière per intenderci): usiamolo!, invece di riempirci la bocca con termini appartenenti agli studi di psicologia e psichiatria e di cui non conosciamo neanche l'effettivo significato. 
Spero di non essere risultata troppo pedante in questo mio sproloquio. Ma non avete idea di quanto mi risultino pedanti coloro che parlano solo per darsi delle arie. E di nuovo, non so se mi spiego. Au revoir, mes amis! ;-)