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domenica 9 agosto 2026

La scatola delle lacrime di Han Kang

Non si prende un premio Nobel senza motivo. E Han Kang ne è la prova concreta. La scatola delle lacrime mi ha sorpresa fin da quando l’ho scorta in libreria, nella sezione dedicata ai ragazzi.
Mi è sembrato talmente strano che la stessa autrice di La vegetariana, Atti umani e L’ora di greco, avesse scritto qualcosa di adatto ai bambini. E così, incuriosita, ho deciso di regalarlo a mio figlio per la giornata internazionale del libro (23 aprile, in onore di Shakespeare e Cervantes). Ovviamente, appena lui ne ha terminato la lettura, gliel’ho chiesto in prestito. 

È stupefacente la versatilità di questa incredibile autrice che, dopo aver optato più volte per storie sofferte, ha voluto questa volta sorprenderci con una fiaba originale e meravigliosa.

Una bimba è stata da tutti soprannominata Lacrimona per il suo pianto facile; in realtà la bambina ha un animo estremamente sensibile e si commuove semplicemente della bellezza del mondo. Un bel giorno Lacrimona incontra un collezionista di lacrime, che le rivende, che viaggia con un uccellino, un bellissimo esemplare di Fischiatore blu, e che cerca una lacrima pura. 
I due inizieranno a viaggiare insieme alla ricerca di questa lacrima introvabile, e con loro impareremo che piangere è un diritto sacrosanto, di cui non dovremmo mai vergognarci, ma scopriremo anche che a volte sarà doveroso trattenere il pianto, e ci farà malissimo…

Han Kang eccelle anche in questo: nel creare fiabe dai toni poetici, che in poche pagine riescono a renderci decisamente più ricchi dentro.

Au revoir, mes amis! :-D

giovedì 19 giugno 2025

La vegetariana di Han Kang

“Premio Nobel per la letteratura 2024” si legge sulla fascetta rossa che avvolge la copertina. E come affermo sempre, se si prende il Nobel un motivo ci sarà. 













Ho pianto. Perché il libro finisce male? Perché il libro finisce bene, ma è commovente? Nessuna delle due. Mi ha colpita con veemenza la forza che questa storia trasmette attraverso i suoi personaggi. Due in particolare, due donne con un passato comune, molto diverse tra loro ed entrambe meravigliose.
Ho empatizzato tantissimo con Yeong-hye, che di punto in bianco diventa vegetariana senza il minimo ripensamento, spiazzando tutti i suoi familiari. Mi ha coinvolta così tanto che da quando ho preso a leggere, ho smesso di mangiare carne. Non so quanto durerà, ma il pensiero di ciò che si cela dietro ad una bistecca attualmente mi nausea. Sicuramente a breve desisterò, come ho sempre fatto. Perché il vegetarianesimo non è mai una scelta facile: ho letto che la stessa autrice non è vegetariana. Mangiare ad ogni pasto non è una reale necessità, ma un atto di convivialità. Potremmo nutrirci ugualmente senza sederci a tavola con gli altri. La protagonista, rinunciando a mangiare i piatti che le vengono propinati, dovrà quindi scontrarsi con il mondo che fatica ad accettare questa sua scelta, e che non proverà nemmeno a comprenderla. Anche se in questo caso il termine “scelta” suona di per sé sbagliato: appare più come una consapevolezza che giunge all’improvviso, quasi un’illuminazione. 
Di colpo si prendono le distanze da ogni forma di violenza, e paradossalmente questo scatenerà ancora più violenza. La silenziosa ribellione di Yeong-hye andrà ben oltre lo smettere di mangiare carne. Sarà proprio lei, con i suoi silenzi, che ci darà un’importante lezione di vita: optiamo per la gentilezza non forzata, comportiamoci con amore, anche quando ci arrabbiamo, perché la violenza, perpetrata o subita, ci porta soltanto a spegnerci.
La vegetariana di Han Kang è un libro che segna profondamente il lettore, e che consiglio vivamente.
La trama mi spaventava, e non l’avrei letto se non me l’avesse regalato Elisa, la mia carissima amica e collega, che sempre capisce quali libri fanno al caso mio. Ed aveva ragione anche stavolta, perché è una storia che porterò nel cuore.
Au revoir, mes amis! ;-)