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Visualizzazione post con etichetta Felicia Kingsley. Mostra tutti i post
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sabato 25 aprile 2026

Mezzanotte a Parigi di Felicia Kingsley

Siamo al secondo prequel delle mirabolanti avventure del nostro istrionico Nick Montecristo, che qui torna a svelare un altro mistero legato all’arte: se ne L’Amante perduta di Shakespeare si trattava di arte letteraria, qui troviamo invece l’arte come tutti la intendiamo, ovvero quella esposta nei musei quali il Louvre o il Museo d’Orsay; anche se, proseguendo nella lettura, impareremo qualcosa in più anche sull’arte della danza…
Ma facciamo un passo indietro. Chi è Nick Montecristo?

Allerta spoiler: se non volete sapere assolutamente niente della trama e/o della caratterizzazione dei personaggi, evitate di leggere da qui in poi.

Nick è il protagonista assoluto di una nuova saga letteraria: “bella scoperta”, direte voi; ma vi stupirò, perché l’autore di questa saga non è Felicia Kingsley, bensì Blake Avery, ovvero il protagonista maschile di Due cuori in affitto. Proprio così: la serie mistery-romance di Nick, altro non è che un esperimento meta-letterario della Kingsley, che, tra l’altro, le sta chiaramente riuscendo benissimo.
In questo nuovo episodio impariamo a conoscere meglio Nick: sapremo qualcosa in più sulla sua vita prima del carcere, vedremo scorci della sua infanzia, le aspirazioni che lo hanno portato a studiare storia dell’arte a Oxford e soprattutto leggeremo proprio di questa sua esperienza universitaria che, come per molti di noi, avrà un’incidenza determinante sul resto della sua vita.
Ma non voglio svelarvi troppo. Quindi ora vi espongo semplicemente le mie opinioni.
Cosa mi è piaciuto di questo libro? Che l’ho letto tutto d’un fiato, nonostante fossi in un periodo di blocco. Grazie, Felicia, che mi rendi sempre una lettrice decisamente più veloce di quanto non sia :-D
Cosa mi è piaciuto di Nick Montecristo? Per i miei gusti è troppo perfetto, e non scherzo: eccessivamente bello, incredibilmente affascinante, appare sicuro di sé, con un’intelligenza ed una cultura ampiamente al di sopra della media, simpatico, spiritoso, brillante e sa sempre cosa fare, in ogni dannatissima situazione. Quindi no, usando il gergo dei giovani, non può essere la mia crush. Eppure, sebbene non mi abbia catturata in quel senso, ho di certo apprezzato il suo “rimanere umano”, a differenza dei protagonisti maschili di altri romanzi, talmente meravigliosi da suscitarmi un velo di nausea; invece Nick resta un bel tipo coi piedi per terra, che si può persino incontrare nella vita reale (non che sia impresa così facile…); è un tipo simpatico, e nonostante le donne gli cadano letteralmente ai piedi, lui “non prende a cuor leggero” e basta, e anzi, spesso diventa in qualche modo l’angelo custode di queste ragazze, anziché il loro principe azzurro. Mi è piaciuto tantissimo il rapporto che ha con l’algida Camille, e come cerchi di capirla e aiutarla psicologicamente affinché possa un giorno trovare la propria strada.
Chi mi ricorda Nick? Non so se la Kingsley si sia ispirata a qualcuno in particolare, ma a me Nick Montecristo ricorda un pochino Neal Caffarel della serie TV White Collar, sia fisicamente sia per le sue molte e varie qualità brillanti.
E come al solito, vi lascio almeno una citazione che mi ha colpita:  “Amo voi francesi […], la protesta vi scorre nel sangue e non avete paura di manifestare quando volete cambiare qualcosa.” (p. 49). È esattamente ciò che dico sempre anch’io. Ci capiamo, Nick! ;-)
Curiosità: alla fine del romanzo troverete i ringraziamenti di Blake Avery :-D e subito dopo anche quelli di Felicia Kingsley, che, così come Blake ringrazia l’amico Dwight Faraday, parla invece della sua carissima amica, nonché scrittrice che io stessa adoro, Alessia Gazzola (!!!) :-D
C’è davvero altro da aggiungere???

PS: ringrazio una giovane lettrice facente parte del nostro caffè letterario I libri di Kerry, che non aveva voluto anticiparmi la sorpresa finale, ma mi aveva assicurato che l’avrei gradita tantissimo. 
C’è evidentemente chi mi conosce molto bene ;-)
Au revoir, mes amis! ;-)

martedì 6 gennaio 2026

Non è un paese per single di Felicia Kingsley

Grazie ad uno dei club del libro che frequento, ho letto, e mi trovo di conseguenza a recensire
lo spassosissimo Non è un paese per single dell’autrice romance più venduta d’Italia, Felicia Kingsley, che a breve potremo gustarci anche trasposto in film sulla piattaforma Prime Video.
La trama: “[…] Charles Bingley, nipote del defunto conte Ricasoli, sta arrivando dall’Inghilterra per prendere possesso dell’eredità, la tenuta Le Giuggiole. La notizia ha scatenato le potenziali suocere, disposte a tutto pur di sistemare le figlie con Charles o con il suo altrettanto affascinante, ricco e single amico Michael D’Arcy. A chi, invece, questa caccia al marito non interessa, è Elisa (Benetti, ndr) […]” (dalla quarta di copertina).
Vi suona familiare? Ebbene sì, siamo di fronte all’ennesimo riadattamento di Pride and Prejudice di Jane Austen, che diciamocelo, a pochi giorni dal compleanno di zia Jane, “ci sta”. A chi storcerà il naso, posso garantire che si tratta di una rivisitazione coi fiocchi, veramente ben congegnata, perché, dobbiamo riconoscerglielo, la Kingsley sa il fatto suo. Vi basti sapere che esercita come architetto, e nel frattempo, cura e traduce opere di Jane Austen e Louisa May Alcott per la Newton Compton Editori: chapeau!
La storia, sebbene ambientata ai giorni nostri e nella italianissima regione del Chianti, anziché nella campagna inglese, si rivela assai fedele al modello originale, e, permettetemelo, ben più fedele della stessa, e da me amatissima, Bridget Jones (non lo sapevate? Anche Bridget è una rivisitazione in chiave moderna di Lizzy Bennet). 
I personaggi sono chiaramente ricalcati su quelli di Orgoglio e Pregiudizio, e persino i loro nomi sono ad essi ispirati.
Non sono entrata totalmente in sintonia con i due protagonisti della storia, ma ho capito le motivazioni di entrambi. D’altra parte non sono mai entrata in sintonia nemmeno con FitzWilliam Darcy e con Elizabeth Bennet, ma anche lì mi era stato facile comprenderli. Anche Michael ed Elisa sono a tratti orgogliosi, talvolta persino arroganti, giudicanti e pieni di pregiudizi, esattamente come i loro predecessori. Ma così come loro, saranno talmente umani da scendere a patti con i propri sentimenti.

Vorrei fare un plauso alla bravissima Felicia per più di un motivo:
1) per la delicatezza con cui parla delle nostre insicurezze, che purtroppo non sempre ci abbandonano al termine dell’adolescenza (“- Per quanto riguarda il fidanzatino, non sono abbastanza carina. […] - Il punto non è la bellezza, perché quella è relativa, è quell’abbastanza che fa male.”, p. 91);
2) per la sensibilità con cui ha saputo rappresentare le difficoltà di una madre single (“ viviamo in un mondo dove un padre che non riconosce i figli è un assente giustificato, ma sei una madre serve ai bambini un sofficino riscaldato per cena, dopo quattordici ore di lavoro, […] va denunciata ai servizi sociali.”, p. 301);
3) per la maestria con cui ha trasposto su carta la parlata toscana (comicissima!!);
4) per i personaggi memorabili che sa creare, in primis il mio idolo indiscusso Donatella, e poi gli arzilli vecchietti del paese che si ritrovano al bar per giocare a carte e parlare delle loro imprese amorose;
5) per il grande lavoro di documentazione che dev’esserci necessariamente stato a proposito dei vini e di come vengono prodotti: è tutto spiegato talmente bene che lo ha reso interessante persino per una profana come me :-)

Ed ovviamente questo è anche il primo libro che ho recensito sul mio Booklover, il diario di lettura ideato proprio dalla vulcanica Felicia. Alla voce “lo consiglio?” ho crocettato senza esitazione la faccina sorridente :-)

Au revoir, mes amis! ;-)




martedì 20 maggio 2025

L’Amante perduta di Shakespeare di Felicia Kingsley

Sono rimasta piacevolmente sorpresa da L’Amante perduta di Shakespeare. Negli ultimi anni mi sono dedicata a diverse letture, passando dalla saggistica di ogni tipo, con un occhio di riguardo per psicologia, filosofia, neurobiologia vegetale, ufologia, e arrivando fino al fantasy, alla fantascienza, al distopico, alle letterature dei più svariati paesi; mai più pensavo quindi che sarei tornata ad un genere che tanto mi piaceva da più giovane: la chick-lit
Partecipando ad un altro gruppo di lettura, oltre al mio, mi sono imbattuta in questo gioiellino dell’ormai popolarissima Felicia Kingsley, nome d’arte della modenese Serena Artioli, che oltre a lavorare come architetto e a sfornare una valanga di romanzi di successo, scrive introduzioni per le opere di Jane Austen e traduce romanzi di Louisa May Alcott (Una ragazza fuori moda): chapeau! Non avevo letto nessuno dei suoi libri, sebbene ovviamente la conoscessi di nome. Ma appena ho iniziato L’Amante perduta di Shakespeare, mi sono subito fiondata a comprarne altri con l’idea di leggerli tutti, soprattutto quelli in cui c’è come protagonista, o almeno compare, il truffatore Nick Montecristo, le cui avventure partono proprio da quest’ultimo best-seller, che si rivela quindi come un prequel di alcuni romanzi pubblicati precedentemente.
Perché mi è piaciuto così tanto questo libro? Innanzitutto per il piglio fresco, per la grandissima cultura dell’autrice, che spazia dall’arte alla letteratura inglese di ogni epoca, per la precisione con cui si è documentata su William Shakespeare e per la passione con cui ne parla, per l’alternanza tra passato e presente che c’è nei vari capitoli e che rende la lettura più appassionante, per la caratterizzazione essenziale, ma efficace, dei suoi personaggi, che, senza perdersi in lunghe ed inutili descrizioni, risulta dinamica ed intrigante. 
I personaggi che incontriamo durante la narrazione sono tutti piuttosto simpatici, anche quelli minori: personalmente mi ha fatto molto ridere una gag che vede come protagoniste due anziane signore, e ho letteralmente ADORATO la Madre Superiora, suor Helena.
L’edizione di questo libro è davvero deliziosa, corredata di rose disegnate sulla seconda di copertina, ed anche intorno ai titoli di ogni capitolo; inoltre, sparse per il romanzo vi sono bellissime illustrazioni di alcuni oggetti “rivelatori”. Alla fine di questo giallo - rosa, la nostra beneamata Felicia ci fornisce anche il QR code con la playlist delle canzoni che l’hanno ispirata durante la stesura del suo romanzo: idea che ho trovato carinissima.
Non posso fare altro che consigliarvi di leggere questo romanzo, anche nel caso in cui la chick-lit non sia più il vostro genere…
Au revoir, mes amis! ;-)