Grazie ad uno dei club del libro che frequento, ho letto, e mi trovo di conseguenza a recensirelo spassosissimo Non è un paese per single dell’autrice romance più venduta d’Italia, Felicia Kingsley, che a breve potremo gustarci anche trasposto in film sulla piattaforma Prime Video.
La trama: “[…] Charles Bingley, nipote del defunto conte Ricasoli, sta arrivando dall’Inghilterra per prendere possesso dell’eredità, la tenuta Le Giuggiole. La notizia ha scatenato le potenziali suocere, disposte a tutto pur di sistemare le figlie con Charles o con il suo altrettanto affascinante, ricco e single amico Michael D’Arcy. A chi, invece, questa caccia al marito non interessa, è Elisa (Benetti, ndr) […]” (dalla quarta di copertina).
Vi suona familiare? Ebbene sì, siamo di fronte all’ennesimo riadattamento di Pride and Prejudice di Jane Austen, che diciamocelo, a pochi giorni dal compleanno di zia Jane, “ci sta”. A chi storcerà il naso, posso garantire che si tratta di una rivisitazione coi fiocchi, veramente ben congegnata, perché, dobbiamo riconoscerglielo, la Kingsley sa il fatto suo. Vi basti sapere che esercita come architetto, e nel frattempo, cura e traduce opere di Jane Austen e Louisa May Alcott per la Newton Compton Editori: chapeau!
La storia, sebbene ambientata ai giorni nostri e nella italianissima regione del Chianti, anziché nella campagna inglese, si rivela assai fedele al modello originale, e, permettetemelo, ben più fedele della stessa, e da me amatissima, Bridget Jones (non lo sapevate? Anche Bridget è una rivisitazione in chiave moderna di Lizzy Bennet).
I personaggi sono chiaramente ricalcati su quelli di Orgoglio e Pregiudizio, e persino i loro nomi sono ad essi ispirati.
Non sono entrata totalmente in sintonia con i due protagonisti della storia, ma ho capito le motivazioni di entrambi. D’altra parte non sono mai entrata in sintonia nemmeno con FitzWilliam Darcy e con Elizabeth Bennet, ma anche lì mi era stato facile comprenderli. Anche Michael ed Elisa sono a tratti orgogliosi, talvolta persino arroganti, giudicanti e pieni di pregiudizi, esattamente come i loro predecessori. Ma così come loro, saranno talmente umani da scendere a patti con i propri sentimenti.
Vorrei fare un plauso alla bravissima Felicia per più di un motivo:
1) per la delicatezza con cui parla delle nostre insicurezze, che purtroppo non sempre ci abbandonano al termine dell’adolescenza (“- Per quanto riguarda il fidanzatino, non sono abbastanza carina. […] - Il punto non è la bellezza, perché quella è relativa, è quell’abbastanza che fa male.”, p. 91);
2) per la sensibilità con cui ha saputo rappresentare le difficoltà di una madre single (“ viviamo in un mondo dove un padre che non riconosce i figli è un assente giustificato, ma sei una madre serve ai bambini un sofficino riscaldato per cena, dopo quattordici ore di lavoro, […] va denunciata ai servizi sociali.”, p. 301);
3) per la maestria con cui ha trasposto su carta la parlata toscana (comicissima!!);
4) per i personaggi memorabili che sa creare, in primis il mio idolo indiscusso Donatella, e poi gli arzilli vecchietti del paese che si ritrovano al bar per giocare a carte e parlare delle loro imprese amorose;
5) per il grande lavoro di documentazione che dev’esserci necessariamente stato a proposito dei vini e di come vengono prodotti: è tutto spiegato talmente bene che lo ha reso interessante persino per una profana come me :-)
Ed ovviamente questo è anche il primo libro che ho recensito sul mio Booklover, il diario di lettura ideato proprio dalla vulcanica Felicia. Alla voce “lo consiglio?” ho crocettato senza esitazione la faccina sorridente :-)
Au revoir, mes amis! ;-)



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