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domenica 25 maggio 2025

I libri di Kerry: La Senzanima di Morgan Owen

Ed è con immenso piacere che oggi vi parlerò di una fantastica autrice emergente: Morgan Owen.
Morgan Owen è davvero fantastica per almeno tre motivi:
- fantastica perché scrive benissimo;
- fantastica perché scrive romanzi fantasy, quindi fantastici;
- fantastica perché è gentilissima e dolcissima e talmente disponibile da aver risposto a tutte le mie domande su Instagram. Ed eccovi l’indirizzo del suo profilo: https://www.instagram.com/sailor.crossing?igsh=MTIyaDVob2RjcnUxcg==.
Il suo romanzo d’esordio, uscito nel 2022, e pubblicato in Italia nel 2023, si intitola appunto La Senzanima,
ed è in realtà un distopico travestito da young adult fantasy. La trama ruota attorno alle vicende di una ragazza “senz’anima” che si aggira per le strade di Providence, riuscendo a passare inosservata grazie proprio a questa sua caratteristica, e ruba ricordi al soldo della Contessa.
Iris, questo il nome della protagonista, non possiede un’anima e nemmeno un passato, condizione che le impedisce di provare quei sentimenti che tanto brama, come l’affetto per una madre, l’amore per un partner, la malinconia per qualcuno che non c’è più. 
Eppure le anime sono fondamentali a Providence, poiché costituiscono la carta d’identità di ciascuno degli abitanti, e se un’anima viene giudicata corrotta dall’Ordine, potrà essere riformata, purificata o, peggio ancora, distrutta. Grazie allo studio dell’anatomia dell’anima, secoli prima a Providence scoprirono che la stessa poteva essere divisa in cinque parti, a cui corrispondono le cinque casate aristocratiche che tutte insieme formano l’Ordine. 
E grazie agli Occhi degli Obscura, la casata attualmente più potente, tutte le anime vengono spiate e controllate costantemente…
Seguiremo quindi le avventure di Iris e di altri giovani eroi in questo gretto mondo dittatoriale. Vi assicuro che resterete con il fiato sospeso fino alla fine. 
La protagonista è davvero molto affascinante e si fa voler bene fin da subito, grazie alla sua indole combattiva, fiera ed al tempo stesso molto tenera; anche i personaggi che incontrerà nel corso delle sue avventure sapranno mostrarsi affabili e decisamente interessanti. 
La storia scorre fluida, eppure sono molti gli spunti di riflessione che offre: saremmo sempre noi stessi senza la nostra anima? Finiremmo comunque per fare le scelte già fatte ed amare le stesse persone, oppure no?
Vorrei inoltre fare un plauso all’autrice per la scelta dei nomi: tutti splendidi ed estremamente evocativi.
La storia risulta davvero originale e ben costruita.
Vi dirò di più: ho persino apprezzato i ringraziamenti finali, che mi hanno commossa, e che rivelano la grande umiltà di questa giovane scrittrice. Motivo per cui ho già ordinato questo libro nella sua versione inglese, The Girl with No Soul, insieme al suo seguito, purtroppo non ancora pubblicato in Italia, The Boy with the Haunted Heart. Non vedo l’ora che arrivino per poter rileggere questo meraviglioso romanzo nella sua lingua originale, e per sapere cosa accadrà dopo.
Au revoir, mes amis! ;-)







lunedì 27 gennaio 2025

L’uomo nell’Alto Castello

Appena terminato L’Uomo nell’Alto Castello, il cui titolo un tempo veniva tradotto come La Svastica sul Sole. Sconvolgente. Perché sconvolta, quasi trafelata, sono arrivata al finale di questo impressionante romanzo ucronico.

E casualmente l’ho finito proprio oggi, nel Giorno della Memoria: nessun’altra data sarebbe apparsa più azzeccata.
Ma prima di tutto, per chi non è avvezzo a questo tipo di letteratura, facciamo un passo indietro e spieghiamo che cosa si intende per “ucronico”.
 A differenza dell’utopia (realtà alternativa, considerata quasi impossibile per la sua meravigliosa perfezione) e della distopia (possibile realtà, contrapposta all’utopia e assolutamente non auspicabile), l’ucronia prende spunto da fatti storici reali per poi chiedersi: “ma cosa sarebbe successo se invece…”. E in questo strabiliante capolavoro, Dick prova ad immaginare cosa sarebbe (forse) accaduto se la Seconda Guerra Mondiale fosse stata vinta dall’Asse. È davvero impressionante la cura e la meticolosità con cui l’autore è riuscito a descrivere questo scenario alternativo. Ma d’altra parte, come ci spiega Emmanuel Carrère nell’introduzione all’edizione Mondadori, e come l’autore stesso ammette nei ringraziamenti iniziali, Philip K.Dick si era documentato molto per la stesura di questo romanzo; non solo: risulta abbastanza evidente anche il fatto che si fosse consultato con l’I Ching.
Ecco quindi che, grazie anche all’oracolo, protagonista indiscusso dell’intera vicenda, prendono vita esperti artigiani ebrei che si spacciano per americani; alti funzionari giapponesi che non condividono le spietate ideologie anti-semite ed i genocidi in genere; ufficiali nazisti che leggono libri proibiti; piccoli e gretti proprietari di negozi di antiquariato che non tollerano la supremazia di altre “razze” a discapito dei cosiddetti bianchi; ebrei che si fingono ariani per avere dalla propria parte le più alte gerarchie naziste; bellissime, affascinanti, estremamente intelligenti e determinate donne brune che incontrano uomini italiani un po’ troppo su di giri, e non in senso positivo.
E poi c’è La Locusta si trascinerà a stento, il libro proibito di cui sopra, il cui autore ipotizza un universo parallelo dove l’Asse ha perso la guerra…
Un intreccio di vite che ci conduce ad un finale inaspettato, impossibile da immaginare anche solo lontanamente. Dick era un genio, un indiscusso genio sensibile e provato dalle brutture di una guerra atroce, preceduta da fascismi persino più atroci della stessa guerra.
Superfluo dirvi che vi consiglio caldamente di buttarvi quanto prima in questa incredibile, sconcertante esperienza di lettura.
Au revoir, mes amis! ;-)

mercoledì 28 febbraio 2024

Il Racconto dell’Ancella

Elettrizzata. Commossa. Soddisfatta. Sono i tre aggettivi che mi balzano in mente ora che ho appena terminato I Testamenti di Margaret Atwood. 
I Testamenti è il seguito del Racconto dell’Ancella, un romanzo distopico che tratta però temi sempre attuali, come la sottomissione della donna e la progressiva perdita di dignità dell’essere umano nei regimi totalitari. 
Ho letto Il Racconto dell’Ancella tutto d’un fiato all’inizio di quest’anno e l’ho trovato illuminante: nel suo ipotizzare un futuro tipicamente orwelliano, mostra la natura umana per quella che realmente è, senza falsi tabù o pregiudizi, e ci spinge a guardarci dentro, rendendoci dei giudici un po’ meno severi di noi stessi. È una storia forte, a tratti decisamente cruda, raccontata da un’ancella, ovvero una donna utilizzata solo a scopi di procreazione, da comandanti le cui mogli sono risultate sterili. 
Le ancelle e quasi tutte le altre donne a Gilead non hanno il permesso di leggere o scrivere, persino le insegne dei negozi non hanno scritte, ma solo disegni. Ma soprattutto ogni donna deve vestirsi ed atteggiarsi in modo da non provocare gli uomini, che notoriamente s’infiammano alla sola vista di una caviglia…
Questo non è certamente il pensiero della Atwood, che persino nei ringraziamenti finali dei Testamenti, cita il suo compagno di vita, Graeme Gibson, suo “partner in tante strane e meravigliose avventure da quasi cinquant’anni”.
La Atwood non condanna né gli uomini né le donne, ma semmai la brama di potere che spinge alcuni esseri umani a comportarsi nei modi più biechi. Non condanna nemmeno chi si trova ad essere dalla parte dei carnefici, perché tutti hanno le loro motivazioni, come ad esempio la sopravvivenza e il non riuscire più a sopportare le torture più barbare e crudeli che si possono immaginare.
Non consiglierei questi libri a dei giovani lettori, che potrebbero sentirsi disturbati dai temi trattati, ma soprattutto perché non avrebbero ancora alle spalle un vissuto tale che li induca a guardarsi dentro con la dovuta profondità. Ammetto che il secondo libro, scritto circa trentacinque anni dopo Il Racconto d’Ancella, risulta più delicato. Ciò che mi ha entusiasmato è stato l’alternarsi di ben tre testimonianze, raccontate da tre donne con tre funzioni diverse a Gilead, testimonianze che sciolgono tutti i nodi del primo libro; in particolare mi ha colpito il mio simpatizzare con una tipologia di persona che non avevo assolutamente gradito nel Racconto dell’Ancella.
Un consiglio: se avete intenzione di guardare la serie tv con Elisabeth Moss, Joseph Fiennes, Yvonne Strahovski e Alexis Bledel, fatelo solo dopo aver letto i libri, perché già dalla prima puntata si spoilerano un paio di informazioni che si evincono solo alla fine del primo libro.
Entusiasta di questi due romanzi e pronta a leggerne molti altri della stessa autrice, vi saluto, dandovi il consueto appuntamento alla nostra prossima recensione.
Au revoir, mes amis! ;-)