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martedì 31 dicembre 2024

Wintersmith di Terry Pratchett

Ed ogni volta che termino uno dei numerosissimi libri di Terry Pratchett, sento subito la nostalgia dei suoi personaggi e mi assale l’immediata voglia di leggerne un altro. Grazie a Dio (se siete religiosi - Pratchett non sembrava esserlo…) o grazie al Multiverso (se siete più sul genere fantascientifico) il nostro buon Terry ha scritto una quantità smisurata di episodi ambientati sul Mondodisco, e non solo di quelli. Purtroppo ad un certo punto finirò di leggerli e dovrò farmene una ragione. Ma nel frattempo me li godo tutti, uno per uno.
Nell’ultimo che ho letto (Wintersmith - A Tiffany Aching Novel in inglese, La Corona di Ghiaccio nella versione italiana) torna la nostra impavida, intrepida Tiffany Aching, ma non è più una bambina. E sì, ormai tredicenne, è talmente cresciuta da far battere i cuori di alcuni ragazzini, tra cui nientemeno che un barone (il caro Roland, che avevamo già incontrato nella sua primissima avventura) e persino un dio elementale come Wintersmith (letteralmente “fabbro dell’inverno”, ma non so come l’abbiano reso nell’edizione italiana); sarà infatti questo il fulcro di questa nuova avventura, ovvero che, sebbene il tutto scaturisca da un inspiegabile equivoco durante la Morris Dance, nemmeno il dio dell’inverno saprà restare immune al fascino di questa adolescente streghetta, ancora acerbo, ma già potente. Perché tutto in Tiffany è potente: la testa, il cuore e sicuramente le sue capacità stregonesche.
Anche in questo terzo romanzo della serie di Tiffany Aching, preziosissimo sarà l’aiuto ed il supporto degli spumeggianti Nac Mac Feegles. E c’è nuovamente anche un cameo del mio personaggio preferito nel Discworld: Death; l’ho riconosciuto dalla prima battuta, perché parla sempre in CAPITAL LETTERS, in lettere maiuscole, e mi sono subito sciolta. Ma in questa “gelida” avventura invernale, sono davvero tante le persone che scaldano i cuori: sia tutti quelli che abbiamo appena citato, ma anche Miss Treason, presso cui Tiffany sta continuando il suo praticantato stregonesco, e che ci insegna con simpatia, a dispetto del suo aspetto burbero e quasi spaventoso, che l’apparenza conta e che l’abito fa decisamente il monaco, perché nessuno darebbe retta ad una strega che non ne ha le sembianze, e perché, come già spiegava Granny Weatherwax ad Eskarina Smith in Equal Rites, è tutta una questione di psicologia e di entrare in empatia con chi ci sta di fronte. Una strega deve saper apparire (il cappello a punta è indispensabile) e saper ascoltare. E poi c’è proprio lei, sempre lei, Granny Weatherwax, che nonostante trami sottobanco, non si può non ammirare ed amare, perché è tutto ciò che una qualsiasi persona dotata di senno vorrebbe essere. E stavolta mi è piaciuta persino Annagramma, la strega “antagonista” di Tiffany, saccente e prepotente; ma ha comunque iniziato ad ispirarmi simpatia, nonostante la sua spacconeria, che forse sta imparando a correggere; d’altra parte bisogna dare anche a lei il tempo di crescere e maturare… anche se mi sento di ipotizzare che l’umiltà non sarà mai il suo forte. E infine ci sono loro, Wintersmith e Lady Summer. Mi sono piaciuti entrambi, sebbene in modi diversi, ma la dolcezza di Wintersmith… diciamo che non può lasciarci indifferenti, e potrebbe far breccia proprio nel cuore della nostra piccola, ma ormai grande, beniamina… o forse no.
Starà a voi scoprirlo.
E con questo granello di curiosità che vi ho lanciato con molta nonchalance, non potete non andare a leggervi questa magica, gelida, romanticissima storia.
Au revoir, mes amis! ;-)




mercoledì 31 luglio 2024

Un cappello pieno di stelle di Terry Pratchett

Ve l’avevo scritto alla fine della scorsa recensione che avevo già in mano la seconda avventura di Tiffany Aching, perché ero proprio curiosa di sapere come sarebbe cresciuta la nostra piccola, ma potentissima, strega.
In Un cappello pieno 
di stelle ritroviamo il Mondodisco, ed il Gesso (che ne è parte), da cui Tiffany, ora undicenne, si allontana momentaneamente per andare a fare “magicantato”, il praticantato stregonesco, da Miss Level, una strega un po’ bizzarra, ma sicuramente buona ed altruista, e di cui Madame (Nonnina) Weatherwax, ha una grande stima. In questo libro tornano anche i simpaticissimi, impavidi, sbullonati, nonché super tatuati Nac Mac Feegle, i lealissimi amici di Tiffany, alti non più di quindici centimetri. Ed anche questa volta si riveleranno un preziosissimo aiuto per la nostra intrepida aggia (“strega” nella loro lingua; a proposito, a partire dal secondo romanzo del ciclo di Tiffany, troverete all’inizio di ogni libro un glossario delle strane parole usate dai piccoli uomini liberi, stilato nientemeno che da Miss Perspicacia Tick nel suo saggio “Fate e come evitarle”). 
Nel suo lungo percorso di crescita, quasi fosse una serie di Bildungsroman, Tiffany si ritroverà questa volta ad affrontare un temibilissimo mostro invisibile che non può essere ucciso e che combinerà un sacco di guai; riuscirà quindi la nostra eroina ad escogitare un modo per rimettere le cose al loro posto? Lascio che siate voi a scoprirlo, leggendo il romanzo.
Questo libro mi è piaciuto persino più del primo. Terry Pratchett non finirà mai di stupirmi con la sua saggezza, la sua sensibilità e il suo saper descrivere così bene l’animo umano. La società dell’apparire e del possedere beni materiali da sfoggiare come status symbol ci offusca la mente, rendendoci quasi ciechi e ci fa perdere il contatto con la realtà, in ogni mondo, in ogni universo; eppure questi beni materiali sono solo “giocattoli”, perché “non contano le cose, ma le persone”.
Anche in questa nuova avventura Tiffany si dimostrerà un’ottima allieva, pronta ad apprendere le lezioni impartitele dalla vita o da chi ha più esperienza di lei. È una strega decisamente in gamba, determinata, che non molla mai la presa, ma non per questo è esente da dubbi, e imparerà che è importante ricordarsi sempre chi siamo, anche e soprattutto quando veniamo derisi o peggio ancora quando non ci viene dato credito. E quanto mi hanno riempito il cuore le parole e gli insegnamenti che ho letto in queste pagine, insegnamenti di cui tutti dovremmo fare tesoro, ricordandoli ogni giorno, cosicché quando ci capitano situazioni spiacevoli nella vita, sul lavoro, o nelle relazioni interpersonali, riusciamo comunque a stare in piedi, in equilibrio, perché troviamo “il cuore e l’anima e il centro della questione”. In particolare voglio citarvi una frase che, a maggior ragione letta in questo periodo per me delicato, mi ha fatta commuovere: “questo è un mondo ingiusto, bambina. Sii felice di avere degli amici”. E approfitto di questa saggia considerazione di Madame Weatherwax per ringraziare tutte le persone che mi vogliono bene e che mi stanno sempre vicine, …ed anche voi lettori del mio blog: grazie!
Credo sia superfluo consigliarvi caldamente di leggere questo libro <3
Au revoir, mes amis! ;-)




giovedì 18 luglio 2024

Niun re! Niuna reina! Niun padrone! Mai più abbindolar ci faremo!

“Niun re! Niuna reina! Niun padrone! Mai più abbindolar ci faremo!” Con questo grido i piccoli uomini liberi (wee free men in inglese) vanno all’attacco ogni volta che ce n’è bisogno, o che non ce n’è bisogno. Questi spiritelli blu dai capelli rossi, piuttosto rozzi, sempre pronti ad arraffare, azzuffarsi e fare bisboccia, che parlano una lingua stranissima (un misto di dialetti e linguaggi desueti), in L’intrepida Tiffany e i piccoli uomini liberi di Terry Pratchett partono all’avventura insieme a Tiffany Aching (si legge Akin) per ritrovare il suo fratellino scomparso.

Per me leggere le storie del Mondodisco (Discworld) equivale a sentirmi a casa, nonostante spesso descrivano lunghi viaggi, e nonostante siano ambientate in un universo ben lontano dal nostro. E come sempre mi accade con i libri di Terry Pratchett, anche questo mi ha fatto affezionare talmente tanto ai suoi personaggi da non riuscire più a lasciarli andare.
Tiffany è una bambina di nove anni con le qualità giuste per diventare una streghetta con i fiocchi, come s’intuisce subito dall’interesse che mostra per lei Miss Perspicacia Tick. D’altra parte i pregi migliori posseduti da questa sveglia ragazzina sono l’intelligenza, la curiosità e tanta voglia d’imparare sempre cose nuove. E non è bionda con gli occhi azzurri, né ha i capelli rossi e gli occhi verdi, quindi non sarà salvata come accade alle principesse, ma i suoi capelli castani e gli occhi nocciola la porteranno a voler diventare una strega e a dimostrarsi una vera eroina.
Questo romanzo mi ha ricordato, a tratti, Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, Peter Pan, Coraline, e Le cronache di Narnia, tutte opere che sicuramente l’autore conosceva molto bene. Ed infatti Tiffany si ritroverà intrappolata nei sogni (come Alice), incontrerà dei ragazzi perduti (come Peter Pan), farà la conoscenza di inquietanti figure femminili (come Coraline), e combatterà contro una regina delle nevi (come i fratelli Pevensie contro Jadis).
Anche qui, come succede in Terminator con John Connor, ci si appassiona ad un personaggio che non si vede, ma di cui si parla molto: Nonnina Aching, un tempo Sarah Grizzel. Questa avventura mi è piaciuta così tanto che ho già in mano il seguito, Un cappello pieno di stelle. Sono proprio curiosa di vedere come crescerà ancora la nostra piccola Tiffany Aching, di cui Nonnina sarebbe di certo fierissima.
E voi cosa state aspettando? Affrettatevi a leggerlo! Non ve ne pentirete :-)
Au revoir, mes amis! ;-)



domenica 26 maggio 2024

Equal Rites di Terry Pratchett

Equal Rites (L’arte della magia in Italiano) è il terzo libro della saga del Mondo Disco (Discworld). Su questo bizzarro pianeta piatto (ne saranno lieti i terrepiattisti), che viaggia nell’universo trasportato da quattro elefanti ritti sul dorso della Grande A’Tuin (una gigantesca tartaruga spaziale), si susseguono le avventure di maghi inetti e strampalati che “fumano, come tutti sanno” (Il Colore della Magia), di streghe che ci terrorizzano con il loro sguardo severo da tate arrabbiate, di eroi da strapazzo e molti altri. Qui nel Mondo Disco il numero otto è decisamente ricorrente ed importante: l’ottarino è infatti il colore della magia nonché l’ottavo colore dello spettro, “l’indiscusso pigmento dell’immaginazione” (Il Colore della Magia); inoltre diventa mago solo l’ottavo figlio maschio di un ottavo figlio maschio, motivo per cui i maghi non possono sposarsi o si rischia di avere un ottavo figlio di un ottavo figlio di un ottavo figlio, ovvero “un mago al quadrato. Una fonte di magia. Uno stregone” (Stregoneria). Ed è proprio nel numero otto l’inghippo di Equal Rites: il mago Drum Billet, ormai morente, si reca nel villaggio di Bad Ass per incontrare il fabbro Gordo Smith, un ottavo figlio, padre di sette figli, la cui moglie sta per partorire. Appena Granny Weatherwax, strega ed ostetrica del villaggio, entra nella stanza con il bebè in braccio, Drum Billet si avvicina per consegnare il proprio bastone da mago al bambino… o meglio, alla BAMBINA. Ma si sa, solo gli uomini possono ambire alla carriera di maghi, mentre le donne possono aspirare soltanto a diventare streghe. Eskarina Smith, per tutti Esk, raggiunta l’età di otto anni ed avuto un assaggio dei propri poteri, non si troverà d’accordo con questa regola sessista. Istruita nelle arti magiche da Granny (addestrata perciò ad una magia più concreta, da strega, e non a quella più astratta, da mago), farà di tutto per trovare l’Unseen University, o Università Invisibile, ed esserne accettata di diritto come studentessa, avendo ricevuto alla nascita il bastone ed essendo quindi lei stessa un mago a tutti gli effetti. Dopo rocambolesche avventure tipiche del genere fantasy-comico di cui Pratchett è stato maestro indiscusso, scopriremo chi avrà ragione, se i maghi e le streghe che vogliono tenere ben separati i loro ruoli o l’intraprendente Esk. Ovviamente non vi spoilero nulla. Vi svelo però che Terry Pratchett è l’autore che più di ogni altro mi da felicità. Leggo i suoi libri e mi immergo totalmente nel mondo da lui creato per sentirmi allegra e spensierata, e per ridere, ridere, e ridere. Ho letto i suoi libri non sempre in ordine cronologico, anche perché spesso non è necessario, ed in tutti ho apprezzato sia la sua comicità, sia la sua sensibilità ed il grande cuore che ci mette nel descrivere personaggi, situazioni e finali sempre meravigliosi. Se leggerete i suoi libri in inglese (personalmente ne ho letti alcuni in inglese e altri in italiano), vi potrete godere maggiormente i giochi di parole che ogni tanto usa: già il titolo di Equal Rites, “riti uguali”, si pronuncia esattamente come equal rights, “pari diritti”, ed infatti si parla proprio dei diritti delle donne a studiare all’università della magia, invece che occuparsi solo di una magia molto più pratica e, per così dire, meno magica.
Il consiglio che posso darvi è di entrare anche voi a far parte al più presto del Mondo Disco. Questo è il terzo romanzo della saga, ma il primo del ciclo delle streghe, ecco perché partire da qui potrebbe essere un modo per appassionarvi a questo strano, magico mondo :-)
Au revoir, mes amis! ;-)