Anni fa un mio carissimo collega mi aveva consigliato di guardare la serie TV I delitti del BarLume,
ma sebbene all’epoca mi interessassi di ben altro tipo di film e serie, mi ero ripromessa di dare ascolto alle sue parole. E da allora ho continuato imperterrita a disattendere questa promessa… Fin quando l’amica più simpatica e divertente che ho, ha deciso di regalarmi La briscola in cinque di Marco Malvaldi, spiegandomi che è il primo volume della serie dei delitti del BarLume. E a tutt’ora non ho ancora visto il programma televisivo, ma almeno ho letto il libro; e vi dirò di più: mi è pure piaciuto moltissimo. Forse dovrei davvero dare ascolto anche al mio vecchio collega…
Sebbene questo non sia affatto il mio genere, questo romanzo mi ha divertita tantissimo (come fa sempre anche la mia amica).
Si tratta sostanzialmente di un giallo, in cui i poliziotti non ci acchiappano per niente, mentre il barista, o meglio il “barrista” (per dirla alla pisana come Malvaldi) di Pineta, ha delle intuizioni a dir poco brillanti. E così, tra un caffè non servito perché fa troppo caldo, tra una reprimenda al nonno perché mangia troppi gelati, tra belle donne che ancheggiano come top model e qualche briscola in cinque coi quattro vecchietti del paese, ci troviamo a risolvere omicidi insieme a Massimo, il “barrista” appunto, dispiacendoci per la sventurata vittima, ma ridendo come matti per le elucubrazioni ad alta voce del protagonista e per l’accento pisano che quasi sembra di sentire ad ogni pagina, sebbene si stia leggendo.
Malvaldi ha davvero un bel modo di scrivere. La storia è breve e scorre velocissima, e l’impianto narrativo è decisamente ben congegnato.
Le edizioni Sellerio poi sono sempre una garanzia.
Mi sa che mi procurerò anche gli altri volumi ed inizierò la serie TV ;-)
Au revoir, mes amis! :-D

